Fon-Ki, il mandarino, che aveva conosciuto Cin-ci- là nella capitale francese, vede in lei la soluzione: sarà Cin-ci-là a insegnare al principe Ciclamino quello che non sa. Petit-Gris, dal canto suo, pur senza aver ricevuto alcun mandato, si occupa dell’educazione della principessa Mjosotis. Le due teste coronate non sembrano però molto interessate alle “lezioni” di Cin-ci- là e Petit-Gris sicché il suono del Carillon, il segnale che il Ciun-Ki- Sin è finito, tarda ad arrivare. Il popolo è in rivolta ed è stanco di aspettare; vuole l’erede al trono e, quasi per incanto, suona il fatidico carillon. È festa grande, tutti festeggiano il principe Ciclamino che ora ha capito cos’è la felicità, ma poco dopo il carillon suona una seconda volta. «Com’è possibile? – si interroga il mandarino – il carillon rappresenta la virtù, e si può perdere la virtù più di una volta?».
Il mistero viene presto spiegato: Ciclamino e Cin-ci-là, Mjosotis e Petit-Gris hanno pensato di far suonare il carillon ognuno per proprio conto. È uno scandalo, ma uno scandalo da operetta che rientra subito perché Ciclamino e Mjosotis, ora che sanno, si innamorano veramente uno dell’altra e finalmente Macao avrà l’erede.
Crediti
Compagnia Corrado Abbati















