
Orfeo e Euridice
Musica di Christoph Willibald Gluck
Venerdì 10 Aprile – ore 20:00
Domenica 12 Aprile – ore 15:30
Teatro Municipale Valli
Nuovo allestimento
Orfeo ed Euridice è un’opera sullo sguardo e sul limite: ciò che l’amore può salvare e ciò che inevitabilmente perde.
Cast
Orfeo, Carlo Vistoli
Euridice, Chiara Maria Fiorani
Amore, Theodora Raftis
Modo Antiquo
Coro del Teatro Regio di Parma
Direttore, Alessandro De Marchi
Regia, Shirin Neshat
Scene, Heike Vollmer
Costumi, Katharina Schlipf
Luci, Valerio Tiberi
Coreografie, Claudia Greco
Drammaturgia, Yvonne Gebauer
Maestro del coro, Martino Faggiani
Descrizione
Nuovo allestimento
Coproduzione Fondazione Teatro Regio di Parma, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia






Bio
Alessandro De Marchi

Alessandro De Marchi ha diretto importanti produzioni – tra queste Cleopatra e Cesare di Graun, Il Barbiere di Siviglia di Rossini alla Staatsoper di Berlino, Don Giovanni, Il Barbiere di Siviglia, Giulio Ccesare e Der lächerliche Prinz Jodelet di Keiser alla Staatsoper di Amburgo; Hercules al Festival Händel di Halle; Orlando a Essen e Berlino; Cosi fan tutte alla Monnaie di Bruxelles; Alcina all’ Opéra di Lione; Die Entführung aus dem Serail e Cleofide di Hasse alla Staatsoper di Dresda – affermandosi come interprete di un repertorio proposto con riconosciuta duttilità per la prassi esecutiva con orchestre sia di strumenti antichi che moderni.
Il suo repertorio spazia dal barocco a Mozart, Haydn e ai loro contemporanei fino al belcanto.
In queste ultime stagioni Alessandro De Marchi ha diretto ad Amsterdam Concertgebouw con la Netherlands Radio Chamber Philharmonic Orlando Paladino di Vivaldi e La Scala di Seta di Rossini; alla Staatsoper di Amburgo una nuova produzione di Iphigenie en Tauride di Gluck; a Innsbrucker Festwochen L’Isola disabitata di Haydn, L’Olimpiade di Pergolesi, La Clemenza di Tito, La Stellidaura vendicante di Francesco Provenzale (con ripresa al Theater an der Wien) Flavius Bertaridus di Telemann ripreso anche alla Staatsoper di Amburgo. All’Opera di Oslo ha diretto L’Incoronazione di Poppea e Il Ritorno di Ulisse in Patria, ed è tornato alla Semperoper di Dresda per una nuova produzione di Giulio Cesare in Egitto di Haendel e per Il Barbiere di Siviglia. Al Teatro San Carlo di Napoli ha diretto Pergolesi in Olimpiade con la regia di Roberto De Simone e successivamente Demetrio e Polibio di Rossini. Al Festival Pergolesi di Jesi ha diretto L’Olimpiade con l’Academia Montis Regalis, a Vienna, Theater an der Wien, Iphigenie en Aulied di Gluck; all’Opera di Colonia Anna Bolena; a Venezia Teatro la Fenice La Scala di Seta, Juditha Triumphans e concerti nella Stagione Sinfonica, ad Amburgo Messia, Almira di Händel, Elisir d’amore.
Ha diretto Giulio Cesare in Egitto di Händel al Teatro Regio di Torino con successo e consensi unanimi da parte di tutta la critica quali:
“Torino: Giulio Cesare trova casa al Regio e il suo mentore in Alessandro De Marchi…Protagonista assoluto di questa operazione…Dalla lettura di De Marchi giunge sempre un suono caldo, che pare un ricamo su un tessuto prezioso, in un continuo gioco di rimandi strumentali ad effetto raffinato”. Da l’Opera, Gennaio 2015, Alessandro Mormile.
Dal 1998 Alessandro De Marchi è direttore principale dell’Academia Montis Regalis con la quale ha realizzato numerosi concerti di musica barocca e classica al Théâtre des Champs Elysées a Parigi, al Bologna Festival, Unione Musicale a Torino, Società del Quartetto a Milano, Festival di Musica antica di Innsbruck per citarne alcuni, conseguendo successi di rilievo quali l’attribuzione del Premio “Franco Abbiati”. Con L’Academia ha inoltre realizzato numerose e premiatissime registrazioni discografiche per Opus 111/ Naive, Hyperion e di recente per Sony Harmonia Mundi. Ha diretto Il Germanico in Germania di Porpora al Festival di Musica Antica di Innsbruck (di cui dal 2009 è direttore artistico). Inoltre con l’Academia Montis Regalis debutta alla Wigmore Hall di Londra.
Svolge attività concertistica con orchestre quali Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Wiener Sinfoniker, NDR Radio Philharmonie, Staatskapelle di Berlino e di Dresda.
Ha numerose registrazioni al suo attivo per Naïve, Opus 111, Sony Deutsche Harmonia Mundi, Hyperion e DECCA. Nel 2015 ha vinto il Premio Echo per l’incisione Sony di Gluck, Le Belle immaginicon Valer Sabadus, la Hofkapelle di Monaco e il Coro della Radio Bavarese.
Nelle ultime stagioni ha diretto a Dresda Semperoper Giulio Cesare in Egitto, a Bruxelles Theatre de la Monnaie La Vestale di Spontini, all’Opera di Oslo Il ritorno di Ulisse in Patria, a Berlino Staatsoper Unter den Linden Orfeo e Euridice. In seguito a Napoli Teatro San Carlo La Grotta di Trofonio di Paisiello e Achille in Sciro di Domenico Sarro: “Sul podio ancora una volta Alessandro De Marchi, che si è distinto anche in questo caso per l’accuratezza e la trasparenza della concertazione. Vivo successo.” l’Opera, Gennaio 2017.
Ha diretto al Festival di Musica Antica di Innsbruck Il Ritorno di Ulisse in Patria e San Giovanni Battista di Stradella, oltre a concerti con Sonya Yoncheva alla Philharmonie di Parigi e a Salisburgo, incisi per la Sony.
Tra gli impegni più recenti, ha diretto inoltre Il Barbiere di Siviglia al Teatro La Fenice, all’Opera di Helsinki e alla Staatsoper di Dresda, Don Giovanni alla Staatsoper di Berlino.
Tra i prossimi impegni dirigerà Il Barbiere di Siviglia al Regio di Torino, Le nozze di Figaro alla Staatsoper di Berlino, Die Schuldigkeit des ersten Gebots con l’Orchestra della Radio di Monaco, Enrico di Borgogna per il Festival Donizetti di Bergamo 2018, Giulio Cesare alla Staatsoper di Dresda.
Shirin Neshat

Shirin Neshat (Qazvin, Iran, 1957) Shirin Neshat è un’artista e regista iraniana che vive a New York. Neshat lavora e continua a sperimentare con i mezzi espressivi della fotografia, del video, del cinema e dell’opera lirica, che infonde di immagini e narrazioni altamente poetiche e politicamente impegnate che mettono in discussione questioni di potere, religione, razza, genere e il rapporto tra passato e presente, Oriente e Occidente, individuo e collettività attraverso la lente delle sue esperienze personali di donna iraniana in esilio.
Neshat ha tenuto numerose mostre personali in musei internazionali, tra cui la Pinakothek der Moderne di Monaco, il Modern Art Museum di Fort Worth, il Broad di Los Angeles, il Museo Correr di Venezia, l’Hirshhorn Museum di Washington D.C. e il Detroit Institute of Arts.
Neshat ha diretto tre lungometraggi, Women Without Men (2009), che ha ricevuto il Leone d’Argento per la migliore regia alla 66ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Looking For Oum Kulthum (2017) e, più recentemente, Land of Dreams, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia (2021).
Neshat ha diretto la sua prima opera, l’Aida di Verdi, al Festival di Salisburgo nel 2017 e nel 2022, che sarà riproposta all’Opéra di Parigi nel 2025.
Neshat ha ricevuto il Leone d’Oro, il primo premio internazionale alla 48ª Biennale di Venezia (1999), l’Hiroshima Freedom Prize (2005), il Dorothy and Lillian Gish Prize (2006) e, nel 2017, il prestigioso Praemium Imperiale Award a Tokyo.
È rappresentata dalla Gladstone Gallery di New York, dalla Goodman Gallery di Londra e dalla Lia Rumma di Milano/Napoli.