
Concerto finale Casa del Quartetto 2026
Quartetto Diotima
Quartetti Exira, Lapis Lazuli, Moser, Naka
Sabato 13 Giugno – ore 21:30
Chiostri di San Pietro
Chiostri di San Pietro (chiostro grande)
Dove nasce la musica di domani: cinque quartetti, quattro prime assolute e un capolavoro immortale si incontrano a Reggio Emilia per un concerto che è già storia
Programma
Quartetto Exira
Bengisu Onder, La forza del fiore, per quartetto d’archi (2026) – prima assoluta
Quartetto Lapis Lazuli
Augustin Castellón Molina, TAUT STRIA. Somatic study of a wrenched portrait, per quartetto d’archi ed elettronica (2026) – prima assoluta
Quartetto Moser
Fabio Machiavelli, Those Are Their Bows, per quartetto d’archi ed elettronica (2026) prima assoluta
Quartetto Naka
Manuela Guerra, Delirium Calm, per quartetto d’archi ed elettronica (2026) – prima assoluta
Quartetto Diotima
Quartetti Exira, Lapis Lazuli, Moser, Naka
Dmitri Shostakovich, Sinfonia da camera per orchestra d’archi dal Quartetto n. 8 (trascrizione di Rudolf Barshai)
Approfondimenti
La forza del fiore, per quartetto d’archi (2026)
La forza del fiore è un quartetto d’ar- chi in due movimenti, ciascuno ispira- to a un haiku.
I. Canto Solitario
«Il richiamo del cuculo / proprio oggi, quando / non c’è nessuno qui.» (Shohaku)
In questo primo movimento, la viola diventa una voce solitaria. La sua linea melodica si ispira alla canzone popo- lare turca «Bülbülüm Altın Kafeste», interpretata con spirito libero. Gli altri strumenti rimangono discreti, cre- ando atmosfera, ombre, risonanze e fragili gesti simili a quelli degli uccelli. II. Perpetuum mobile inquietum «Vento d’autunno / la forza del loto / in un unico fiore.» (Anonimo)
Il secondo movimento è energico, in- quieto e minaccioso. Un movimento nervoso e continuo spinge la musica in avanti: i gesti sembrano tornare, ma non sono mai esattamente gli stessi, costantemente trasformati, muoven- dosi verso l’agitazione, l’instabilità e un’energia più oscura, quasi ossessiva. La forza del fiore suggerisce una con- traddizione poetica: il fiore come qualcosa di fragile, ma anche di for- te; qualcosa di delicato che persiste, cresce, resiste e si trasforma. Il brano si muove così tra solitudine e movi- mento, fragilità e forza, quiete lirica ed energia inquieta. (B.O.)
TAUT STRIA. Somatic study of a wrenched portrait, per quartetto d’archi ed elettronica (2026)
“TAUT” (inglese: teso, sotto tensio- ne) si riferisce a uno stato di tensio- ne: come tendini o nervi sul punto di lacerarsi, o come una corda tesa al punto che l’attrito produce un suono deformato e distorto.
“STRIA” (latino: solco, traccia) si rife- risce al segno lasciato da quella forza: una linea, una frattura, un’impronta incisa sulla superficie.
L’opera si dispiega come un processo somatico di tensione, rottura e della loro iscrizione sul corpo. Azioni vio- lente, pressione secca, resistenza e deformazione emergono come stati al tempo stesso controllati e viscerali, in un attrito continuo dal quale la fra- gilità affiora come residuo tattile.
Il suono è trattato come un fenomeno corporeo, mentre le espressioni fac- ciali fungono da estensioni dirette del corpo sonoro. (A.C.M.)
Those Are Their Bows, per quartetto d’archi ed elettronica (2026)
In Those Are Their Bows quartet- to d’archi ed elettronica tendono a fondersi comportandosi l’uno come estensione dell’altro.
Lo scambio procede nei due sensi: a tratti gli archi raccolgono e prolun- gano ciò che l’elettronica propone, altrove è l’elettronica a trattenere e ri- lanciare il gesto degli archi. Ne emer- ge un suono percepito come unico, in costante trasformazione. L’elettronica è costruita su tre mate- riali. Il primo è il suono stesso degli archi, ripreso e trasformato, che ri- torna come una loro eco rielaborata. Il secondo deriva da fonti naturali, la- vorate fino a perdere ogni riferimento riconoscibile e integrate nel tessuto strumentale. Il terzo è formato da ulte- riori archi, che si intrecciano ai quattro esecutori moltiplicandone le voci.
Il titolo, Those Are Their Bows, riporta tutto all’arco: il punto in cui l’esecuto- re incontra lo strumento e, in questo brano, il quartetto incontra la propria estensione elettronica. (F.M.)
Delirium Calm, per quartetto d’archi ed elettronica (2026)
DELIRIUM CALM è una sismografia degli stati interiori. Nasce dall’incon- tro con Le Massacre de la Saint-Bar- thélemy (1959) di Georges Mathieu, tela in cui i rossi incandescenti squar- ciano l’oscurità con violenza qua- si organica e dove il gesto pittorico rapido, calligrafico e viscerale si fa evento prima ancora che immagine. È un ossimoro deliberato, una contrad- dizione che non risolve. Un tentativo di congelare il caos in una forma at- traversabile, dare coordinate spaziali e temporali a rapidi momenti di vissu- to affinché si osservino al di fuori di sé, per poi giungere, con dolcissimo sospetto, allo stupore. Un delirio, con calma. (M.G.)
Biglietti
| Data | Ora | Costo | Link di acquisto |
|---|---|---|---|
| 13/06/2026 | 21:30 | da € 12,00 | Acquista |
Abbonamento
6 concerti (8, 9, 10, 13 giugno 2026): € 35
Under30 / Associazione Amici del Quartetto “Guido A. Borciani” / Amici dei Teatri € 25
I biglietti sono acquistabili anche presso le sedi di concerto a partire da un’ora prima dell’inizio dei concerti
In caso di maltempo, i concerti dell’8 e 9 giugno si terranno presso il portico coperto dei Chiostri di San Pietro, il concerto del 10 giugno avrà luogo nella Sala degli Specchi del Teatro Valli, mentre quello del 13 giugno si svolgerà al Teatro Cavallerizza.