Teatro Cavallerizza
Mercoledì 21 febbraio 2018 ore 20.30, giovedì 22 febbraio 2018 ore 20.30 (abbonati turno verde), venerdì 23 febbraio 2018 ore 20.30, sabato 24 febbraio 2018 ore 20.30 (abbonati turno blu)

Paradiso

di Babilonia Teatri
con Enrico Castellani, Daniele Balocchi, Amer Ben Henia, Joice Dogbe, Josephine Ogechi Eiddhom
collaborazione artistica Stefano Masotti
musiche Marco Sciammarella, Claudio Damiano, Carlo Pensa ( Allegro Moderato)
luci\audio Babilonia Teatri\Luca Scotton
direzione di scena Luca Scotton
produzione Babilonia Teatri, La Piccionaia centro di produzione teatrale |
coproduzione Mittelfest
col sostegno di Fondazione Alta Mane Italia
residenza artistica La Corte Ospitale, Orizzonti Festival
un progetto di Babilonia Teatri e ZeroFavole
organizzazione Alice Castellani
scene Babilonia Teatri
costumi Franca Piccoli
produzione 2017

Un giorno ci siamo svegliati e ci siamo accorti che a fianco alle nostre vite ne correvano delle altre. Correvano su binari paralleli, a pochi metri da noi, ma era evidente che I nostri binari e I loro non si sarebbero mai incontrati.
Abbiamo tirato il freno a mano, inscenato un posto di blocco, piegato le rotaie con le mani, con le pietre e con la testa e alla fine ci siamo scontrati.
Paradiso fotografa questo scontro.
Paradiso dà voce a tre ragazzi minorenni che vivono ospiti di una comunità per minori in affido ai servizi sociali.
Paradiso racconta come le loro vite incarnino per noi l’idea di un Paradiso negato.
Se Paradiso è sinonimo di purezza credo che l’infanzia dovrebbe essere il Paradiso di ognuno, il momento in cui poter vivere la propria purezza, prima di sporcarsi e corrompersi.
Paradiso racconta di chi non ha avuto la possibilità di vivere la propria purezza perchè qualcuno di molto vicino non gliel’ha permesso.
Racconta di come il Paradiso stia prima.
Prima di perderlo.
Racconta di chi l’ha perso troppo presto ed ora lo rivuole indietro.
Rivuole tutto quello che gli spettava. Con gli interessi e la mora.
Racconta qualcosa che non è facile raccontare.
Ma lo racconta lo stesso.
Paradiso ha il suo fascino nel suo sovraumano tentativo di raccontarci l’inenarrabile, l’immemorabile e l’incomprensibile.
Un grembo sonoro accompagna il racconto.
Segue e determina le onde dello spettacolo.
Il set musicale è elettronico e tutti i suoni vengono filtrati attraverso un computer. Sono suoni spesso acidi che diventano anima e corpo del nostro Paradiso negato.
Paradiso chiude la nostra personale trilogia dantesca: Inferno (2015), Purgatorio (2016), Paradiso (2017).
I tre spettacoli hanno come tratto comune sia la completa libertà con cui ci siamo avvicinati alla materia dantesca, sia la scelta delle persone che abitano i diversi spettacoli.
Inferno e Purgatorio hanno come attori Enrico Castellani di Babilonia Teatri e nuclei diversi dell’associazione ZeroFavole di Reggio Emilia, mentre per la creazione di Paradiso a loro si aggiungeranno alcuni componenti dell’Orchestra Allegro Moderato di Milano.
Il Paradiso è il luogo per antonomasia della musica. Luogo celestiale dove la musica e il canto accompagnano Dante lungo tutto il suo cammino. Da qui l’idea della musica dal vivo. Musica non come sfondo né atmosfera, ma come drammaturgia. Come attore dello spettacolo.
Paradiso si interroga e indaga le possibilità di abitare la scena attreverso mondi, corpi, voci e vissuti non conformi che crediamo possano rappresentare e raccontare un tempo, il nostro, che sfugge a qualsiasi tipo di definizione e a qualsiasi pretesa di classificazione con grande efficacia, sia da un punto di vista etico che da un punto di vista estetico.