Teatro Municipale Valli
Giovedì 7 dicembre ore 20 (abbonati primo turno), domenica 10 dicembre ore 15.30 (abbonati secondo turno)

Faust

Dramma lirico in cinque atti di Jules Barbier e Michel Carrè da Faust di Goethe
Musica di Charles Gounod
 
Faust, Francesco Demuro
Méphistophélès, Ramaz Chikviladze
Marguerite, Davinia Rodriguez
Valentin, Benjamin Cho
Siebel, Nozomi Kato
Wagner, Matteo Ferrara
Marthe, Shay Bloch
 
Orchestra dell’Opera Italiana
Coro della Fondazione Teatro Comunale di Modena

Direttore Jean-Luc Tingaud
Regia Simone Derai
Progetto scenico Anagoor
Scene e costumi Simone Derai e Silvia Bragagnolo
Luci Lucio Diana
Video Simone Derai e Giulio Favotto
Assistenti alla regia, Marco Menegoni, Monica Tonietto
Maestro del coro Stefano Colò

Nuovo allestimento

Coproduzione Fondazione Teatro  Comunale di Modena,
Fondazione Teatri di Piacenza,
Fondazione I Teatri di Reggio Emilia
 

Questo spettacolo e parte di: 


“L’ambizione del progetto è quella di risarcire Charles Gounod e l’opera stessa dell’ammirazione che meritano per aver trasformato in teatro e musica uno dei capisaldi del pensiero e dell’arte occidentali – racconta il regista Simone Derai -. E questo non strappando dalla carne di Gounod la connessione con Goethe e il suo capolavoro, ma riannodandone saldamente il vincolo, unica via per osservare non il difetto ma la grandezza del compositore e la sua straordinaria autonomia”.

La regia dell’opera rispetta la collocazione temporale originale, quel primo XVI secolo germanico in cui sorge la leggenda di Faust e in cui è collocata la vicenda nel dramma di Goethe da cui attingono e a cui si rifanno Barbier, Carré e Gounod. Un unico spazio diversamente attrezzato, senza particolari macchine sceniche, servirà a ricreare la dimensione necessaria ai diversi ambienti delle scene dove si muove una sorta di teatro delle marionette, come quello che originariamente avrebbe ispirato il giovane Goethe. Un ruolo importante è affidato alle proiezioni video - tutte immagini originali, raccolte e prodotte appositamente per questa produzione -, strumento drammaturgico che si colloca tra un atto e un altro, senza interferire con la linearità della vicenda, sfruttando i tempi morti dei cambi tecnici.