Tra i pianisti più affermati della sua generazione, Gabriele Carcano in questo concerto sperimenterà dapprima l’assorbimento della tradizione popolare, evidente negli studi “in ritmo africano” di Fred Onovwerosuoke, compositore americano di origini ghanesi e nigeriane nato nel 1960, e l’idea di Africa rappresentata nel secolo scorso dalle composizioni di Ligeti.
Africa non come radice storica, bensì come epicentro di un’espressione di sofferenza e di bellezza che dà voce alle crisi più profonde del nostro XXI secolo.
Fred Onovwerosuoke, giunto negli Stati Uniti all’età di trent’anni con una borsa di studio del Principia College, in Illinois, ha lavorato a lungo sulle radici della musica africana e si è impegnato nella diffusione della conoscenza di quel patrimonio anche attraverso attività come la fondazione dell’African Chorus di St. Louis, in Missouri.
Gabriele Carcano alterna gli Studi di Onovwerosuoke con gli Études di György Ligeti, ungherese di nascita e di formazione rifugiatosi però in Austria dopo l’invasione del suo paese da parte dei carri armati sovietici nel 1956. I suoi Études per pianoforte risalgono alla sua fase creativa più matura e nascono dalla ricerca di una sintesi fra la letteratura musicale consolidata e un linguaggio nuovo, si potrebbe dire fra Debussy, al quale il progetto degli Études è ispirato, e quanto egli stesso era venuto accumulando in una sperimentazione di decenni.
Primo passaggio del concerto affidato all’universo multiforme delle sonate di Domenico Scarlatti, l’ultimo passaggio del programma sarà dedicato a Fryderyk Chopin.
Gabriele Carcano è vincitore di numerosi premi, ha una carriera internazionale che spazia dal recital, a concerti con orchestra, alla musica da camera.







