
Federico Faloppa
Lingua e potere. Studi sui linguaggi del dominio e della resistenza
con l’autore dialoga Elena Codeluppi
Domenica 15 Novembre – ore 11:00
Ridotto del Teatro Valli
Accesso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
Bookshop aperto nelle sale del Ridotto
Le parole non si limitano a raccontare il mondo: possono cambiarlo. La lingua è potere.
Descrizione
«Remigrazione». Oggi qualcuno usa questa parola come se fosse sempre stata lì: un termine tecnico tra i tanti, quando si parla di migrazioni. Eppure è una parola piuttosto recente, abilmente introdotta nel lessico politico per rendere presentabile ciò che fino a poco tempo fa sarebbe apparso inaccettabile: la deportazione di massa. E infatti a dirla così suona differente: le parole hanno un peso e producono effetti reali sulla vita delle persone. La lingua è potere.
È solo uno degli esempi che Federico Faloppa affronta in questo saggio unico e necessario. In Lingua e potere, uno dei maggiori studiosi italiani dei discorsi d’odio e della costruzione linguistica dell’alterità svela nel dettaglio alcuni dei meccanismi che informano il discorso e ne fanno – anche inconsapevolmente – uno strumento di dominio. Dalle retoriche dei leader politici ai dizionari, dai media alle burocrazie, dalle politiche migratorie ai confini, dalle rappresentazioni delle minoranze alle classificazioni amministrative, l’uso della lingua denota, influenza, svela e nasconde, classifica e determina gerarchie: in ultima istanza, risulta funzionale ai rapporti di potere.
Ma il libro va oltre. Interroga anche il modo in cui vengono costruiti i saperi, esplora le eredità del colonialismo nelle discipline linguistiche, indaga il rapporto tra linguaggio e giustizia climatica, spingendosi fino alle nuove frontiere del potere contemporaneo: le piattaforme digitali e le «costituzioni» dell’intelligenza artificiale, dove il linguaggio non serve più soltanto a rappresentare la realtà ma diventa strumento per orientare i sistemi che contribuiscono a governarla.
Attraversando Foucault e Gramsci, Mbembe e Butler, le migrazioni e i muri, il razzismo e la deumanizzazione, le pratiche di resistenza e di cura, Lingua e potere restituisce al lettore una domanda fondamentale: chi ha il potere di nominare il mondo? Un saggio rigoroso e accessibile che ci insegna a guardare le parole con occhi diversi. Perché le parole possono ferire, escludere e dominare. Ma possono anche aprire spazi di libertà, riconoscimento e trasformazione. E capire come funzionano è il primo passo per non subirne, passivamente, il potere.
Il libro
F. Faloppa
Lingua e potere
Bollati Boringhieri 2026
Bio
Federico Faloppa

Federico Faloppa (1972) è professore ordinario di Language and discrimination nel Dipartimento di Culture e Lingue dell’Università di Reading (Gran Bretagna). Impegnato particolarmente nello studio degli stereotipi etnici e della costruzione linguistica della diversità, si occupa di costruzione dell’alterità attraverso la lingua, di rappresentazione delle minoranze e dei fenomeni migratori nei media, di razzismo nel linguaggio e di hate speech, collaborando come esperto col Consiglio d’Europa. Ha pubblicato, tra l’altro, Lessico e alterità. La formulazione del diverso (2000), Parole contro. La rappresentazione del diverso nella lingua italiana e nei dialetti (2004), Razzisti a parole (per tacer dei fatti) (2011), il capitolo dedicato al linguaggio in Contro il razzismo. Quattro ragionamenti, a cura di Marco Aime (2016), #Odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole (2020), Sbiancare un etiope. La costruzione di un immaginario razzista (2022), Le morti degli altri (con Marco Aime, 2025) e Disarmare il discorso. Sulla militarizzazione del linguaggio (2026). Per Bollati Boringhieri è uscito Brevi lezioni sul linguaggio (2019).
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