Incontro intorno a Il Ratto dal Serraglio




Martedì 7 febbraio 2017, ore 18.30 Ridotto del teatro Valli 

“Arrivaru li turchi, a la marina...” 
incontro intorno a “Il Ratto dal Serraglio” di W.A. Mozart 
con Alberto Melloni Domenico Quirico conduce Gabriele Vacis 
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

Poche parole per inquadrare la vicenda dell’allestimento di Albert Ostermaier e Martin Kušej, in scena il 10 febbraio ore 20 e 12 febbraio ore 15.30 al teatro Valli. 

Durante i disordini causati dallo scoppio della Prima guerra mondiale, Konstanze, promessa sposa di Belmonte, è stata rapita insieme alla cameriera Blonde e al servitore Pedrillo. Sono caduti nelle mani del Pascià Selim e di Osmin – il capo delle sue guardie – che sperano, con tali ostaggi, di riuscire a esercitare pressioni nella loro lotta per il potere.
I dialoghi, riscritti dal drammaturgo Albert Ostermaier e firmati anche dallo stesso regista Martin Kušej, trasportano l'azione nella colonizzazione inglese degli anni '20, gli anni di Lawrence d'Arabia, quando le potenze occidentali, fecero del Medio Oriente il territorio dell'estrazione del petrolio, della ricchezza, del potere, della colonizzazione, con il pretesto della lotta contro gli ottomani alleati con i tedeschi, suscitando nelle popolazioni un risentimento profondo.  Riscrittura del testo e regia, che crea quindi un parallelismo con riferimenti all’autoproclamato “stato islamico” e scene di forte impatto visivo ed emotivo che hanno suscitato accesi contrasti in occasione del debutto ad Aix en Provence, coproduttore dell'opera con il Comunale di Bologna. 

Alberto Melloni
studioso di storia del cristianesimo, è ordinario di Storia del cristianesimo nell'Università di Modena e Reggio Emilia, oltre ad essere titolare della cattedra Unesco sul Pluralismo religioso e la pace. Dal 2007 è segretario della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna. Ha lavorato alla Storia del Concilio Vaticano II diretta da Giuseppe Alberigo, e ha diretto l'Edizione nazionale dei diari di A.G. Roncalli (Bologna 2003-08), il Dizionario del sapere storico religioso del 900 (Il Mulino, 2010) e nel 2011 Cristiani d'Italia. Chiese, stato, società 1861-2011 (Treccani, 2011). Ha pubblicato sull diritto canonico medievale, su Chiesa e politica nel Novecento, sul conclave. Tra le pubblicazioni più recenti Papa Giovanni. Un cristiano e il suo concilio (Einaudi, 2009), Le cinque perle di Giovanni Paolo II (Milano 2011), Il Conclave. Storia dell'elezione del Papa (Il Mulino, 2013), Amore senza fine, amore senza fini (Il Mulino, 2015), Il giubileo  Una storia (Laterza, 2015), Il Concilio e la grazia. Saggi di storia sul Vaticano II (Jaca Book, 2016). Collabora a La grande storia di Rai 3 e ad approfondimenti del canale Rai Storia. Dal 2000 scrive per il «Corriere della Sera».
 
Domenico Quirico
È guornalista, reporter per il quotidiano torinese La Stampa, caposervizio esteri. È stato corrispondente da Parigi e inviato di guerra. Negli ultimi anni ha raccontato il Sudan, il Darfur, la carestia e i campi profughi nel Corno d'Africa, l’Esercito di Resistenza del Signore in Uganda, ha seguito le Primavere Arabe, dalla Tunisia all'Egitto, è stato più volte in Libia per testimoniare la fine del regime di Gheddafi. Da ultimo ha coperto per tre volte la guerra in Mali, è stato in Somalia e più volte in Siria. Nell'agosto 2011 è stato rapito in Libia e liberato dopo due giorni. Il 9 aprile 2013, mentre si trovava in Siria come inviato di guerra, di lui si perde ogni traccia. Verrà liberato l'8 settembre 2013, dopo 5 mesi di sequestro, grazie ad un intervento dello Stato. Ha scritto diversi libri e tra gli ultimi: Primavera araba. Le rivoluzioni dall’altra parte del mare (Bollati Boringhieri 2011), Gli ultimi. La magnifica storia dei vinti (Neri Pozza, 2013), Il paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria (con Pierre Piccinin da Prata, Neri Pozza, 2013). Nel 2015 con Il grande califfato (Neri Pozza) ha vinto la sezione saggistica del Premio Brancati. Nel 2016 viene presentato fuori concorso alle Giornate deli Autori di Venezia il documentario Ombre dal Fondo diretto da Paola Piacenza in cui, per la prima volta, Domenico Quirico si mette di fronte alla telecamera ripercorrendo il suo rapporto con il giornalismo e il rapimento in Siria.

Gabriele Vacis
Regista ed autore teatrale, televisivo, radiofonico e cinematografico. È tra i fondatori del Laboratorio Teatro Settimo. Ha promosso e diretto festival quali Torino Spiritualità. È stato regista stabile del Teatro Stabile di Torino e direttore del Teatro Regionale Alessandrino. Ha diretto il corso attori e il corso di regia della scuola Paolo Grassi di Milano. Ha pubblicato Il racconto del Vajont, da cui la trasmissione su RaiDue premiata con tre Oscar della televisione nel 1997. Ha diretto grandi eventi come la Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali di Torino. Insegna Istituzioni di regia all’Università Cattolica di Milano. Il suo film Uno scampolo di paradiso ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Annecy. Attualmente è direttore artistico della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia. 

 
 

Ultimo aggiornamento: 03/02/17