Palcoscenico del Teatro Valli
Sabato 31 ottobre 2015, ore 20.30

Spiriti del soffio

Michele Marelli, clarinetti, corno di bassetto
Mario Caroli, flauti, ottavino
Tempo Reale, elettronica

Giacinto Scelsi, Ko-Lho per flauto e clarinetto (1966)
Karlheinz Stockhausen, Uversa (XVI Ora da Klang) per corno di bassetto e musica elettronica (2007)
Joshua Fineberg, Breathe per ottavino (1991)
Pierre Boulez, Dialogue de l'ombre double per clarinetto e nastro magnetico (1985)
Luigi Nono, A Pierre. Dell'azzurro silenzio, inquietum per flauto contrabbasso, clarinetto contrabbasso e live electronics (1985)

Nell'àmbito di “Resistenza Illuminata” Omaggio a Luigi Nono nel 70° anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione

L'ultimo appuntamento dell'omaggio a Luigi Nono, accosta tre numi dell'avanguardia del secondo dopoguerra: Nono stesso, Pierre Boulez e Karlheinz  Stockhausen. Compagni di strada a quell'epoca, e non senza acute divergenze, essi sono colti qui decenni dopo, in composizioni appartenenti ai loro rispettivi “tardi stili”, quando la ricerca si faceva più personale, e centrale l'apporto del live electronics.
Accanto ad essi, due escursioni in direzioni temporali opposte: verso la generazione precedente, con l'inclassificabile grande vecchio Giacinto Scelsi, e verso il presente con il 45enne bostoniano Joshua Fineberg. Tratto comune delle composizioni in programma, l'indagine nella costituzione intima del suono, con o senza l'apporto audio-digitale, secondo direzioni radicalmente alternative.
Dedicato a Pierre Boulez, A Pierre. Dell'azzurro silenzio, inquietum rappresenta il grande rilievo che nella ricerca dell'ultimo decennio di Nono ebbe lo scavo nella vita interiore del suono compiuto con l'aiuto dell'elettronica dal vivo. «La ricchezza di armonici del flauto contrabbasso e del clarinetto contrabbasso è uno degli aspetti indagati nel pezzo, dove l'apporto degli strumentisti dal vivo e quello del live electronics è difficilmente distinguibile, perché si persegue una compiuta integrazione, una fusione tra suoni dal vivo e suoni elaborati elettronicamente: insieme formano una fascia sonora ininterrotta caratterizzata da un continuo fluttuare, da un mobilità interna delicatissima e incessante, composta nello spazio e per lo spazio, alle soglie tra il suono e l'azzurro silenzio.» (Paolo Petazzi)