Teatro Municipale Valli
Martedì 12 dicembre 2017, ore 20.30

Quartetto Jerusalem

W. A. Mozart, Quartetto per archi n. 17 in si bemolle maggiore “La caccia” KV 458 
L. Janácek, Quartetto per archi n. 1 “Sonata a Kreutzer” 
A. Dvorák, Quartetto per archi n. 13 in sol maggiore op. 106 


Il quartetto d’archi è un mezzo di creazione musicale talmente longevo e vitale da sembrare eterno. Benché legato strettamente all’epoca e al luogo che lo vide nascere e splendere – il classicismo viennese di Mozart, Haydn e Beethoven –, il quartetto si è espanso in ogni angolo d’Europa, dapprima, poi nel mondo intero, portatore virtualmente di ogni esigenza poetica, ardimento formale o taglio stilistico. Ancora oggi si scrivono tantissimi pezzi per quartetto d’archi.
Il programma si concentra sul mondo musicale ceco, in ispecie boemo (Dvoràk) e moravo (Janácek): mitteleuropa sì, ma che guarda al suo piccolo Oriente, nel momento in cui include nella costruzione tematica motivi tratti dalla tradizione musicale popolare, o convoca uno spunto letterario qual è il Tolstoj in Janácek. E se Dvoràk realizza con l’op. 106 un sentito e schietto omaggio alla patria muovendosi su modelli brahmsiani, Janácek – che coltivò studi etnomusicologici – spinge i modi popolari a intaccare gli stessi connotati della forma-quartetto.
Il Quartetto mozartiano in apertura di concerto, mentre rinvia alla fonte e origine classica e centroeuropea di un genere, preannuncia al tempo stesso il dischiudersi di divergenze possibili ovvero la sua feconda flessibilità; il K 458 infatti si distingue dal modello quartettistico per eccellenza – quello haydniano – grazie a una proliferazione di sottomotivi che tendono a rendersi autonomi, forzando il bitematismo sonatistico ad andamento maggiormente articolato e divagante.