Teatro Cavallerizza
Sabato 7 dicembre 2019, ore 18
Fuori abbonamento

Micrologus

Focus Lucrezia Borgia

Leonardo “musico” e Lucrezia Borgia
Musiche di Franchino Gaffurio, Heinrich Isaac, Bartolomeo Tromboncino, Josquin Desprez, Guglielmo Ebreo, Marchetto Cara, Nicolò da Padova:
arie per sonetti, strambotti, arie per cantar versi sulla lira e sulla cetra

Patrizia Bovi canto, arpa
Goffredo Degli Esposti zufolo e tamburo
Gabriele Russo Lira da braccio, ribeca
Gabriele Miracle percussioni
Leah Stuttard arpa con arpioni
Crawford Young liuto, cetra

Leonardo "musico" e Lucrezia Borgia
Leonardo Da Vinci entrò al servizio di Cesare Borgia, durante la sua campagna militare per la conquista dei ducati di Urbino e della Romagna e lo seguì dal 1502 al 1503 proprio quando Lucrezia Borgia era appena andata in sposa ad Alfonso D' Este, diventando la duchessa di Ferrara.
Quale è stato il ruolo di queste due importanti figure del Rinascimento italiano per delineare il gusto musicale di un epoca?
Nelle corti si ascoltava e si eseguiva la musica piu disparata, dagli strambotti popolareschi alle raffinate esecuzioni degli improvvisatori e contrappuntisti dell’epoca. Un posto speciale era dedicato alla poesia cantata e all’epica improvvisata sulla lira da braccio, sul liuto, sulla cetra. Esistono numerose testimonianze di quest’arte improvvisativa, di cui Serafino Aquilano, Cariteo, Antonio di Guido, Atalante Migliorotti, erano grandi maestri; ad esempio il Calmeta, biografo di Serafino, dice che: ” sono da essere essi stimati di sommo giudicio coloro che cantando mettono tutto lo sforzo in esprimer bene le parole... e fanno che la musica le accompagna con quel modo che sono i padroni da servitori accompagnati... facendo non gli affetti e le sentenze della musica ma la musica delle sentenze e degli affetti esser ministra” come se,  la musica, in presenza di alcuni contesti poetici, rinunziasse alle sue prerogative (il ritmo e il contrappunto) e le usasse solo per valorizzare il testo, come accade, ancora oggi, nella tradizione orale dei poeti improvvisatori.
Lo stesso Leonardo Da Vinci, oltre alle sue conosciute doti di pittore e architetto, è stato a suo tempo un valente improvvisatore sulla lira da braccio. Il Vasari ci descrive il momento in cui, insieme al suo allievo Migliorotti, poeta e canterino fiorentino, arrivò a Milano per predere servizio presso gli Sforza:
Avvenne che morto Giovan Galeazzo duca di Milano, e creato Ludovico Sforza nel grado medesimo l'anno 1494, fu condotto a Milano con gran riputazione Lionardo al duca, il quale molto si dilettava del suono della lira, perchè sonasse; e Lionardo porto quello strumento ch'egli aveva di suo mano fabbricato d'argento gran parte in forma d'un teschio di cavallo, cosa bizzarra e nuova, acciocchè l'armonia fosse con maggior tuba e più sonora di voce laonde superò tutti i musici che quivi erano concorsi a sonare. Olatra cio, fu il migliore dicitore di rime all'improvviso del tempo suo. (dalle Vite di G. Vasari)
 
Lucrezia, nel campo musicale, ha lasciato una forte impronta personale, soprattutto per il genere della frottola. Nel 1505, Bartolomeo Tromboncino, dopo aver lasciato la corte di Isabella d'Este entrò in quella di Lucrezia e per lei scrisse due frottole, con testo bilingue, per omaggiare le sue origini spagnole. A Ferrara, Tromboncino entrò in contatto con l'Ariosto e mise per la prima volta in musica un'ottava dell' Orlando Furioso, ben due anni prima rispetto alla pubblicazione del poema. Il fido cantore al liuto e compositore Nicolò da Padova, al seguito di Lucrezia fin dalla corte romana, ci ha lasciato una produzione musicale di rilievo, raccolta principalmente nel secondo libro di frottole di Ottaviano Petrucci.
Leonardo dal canto suo, una volta arrivato a Milano, conobbe il compositore e teorico Franchino Gaffurio e il matematico Luca Pacioli, e fu impegnato nel creare scenografie per le feste in musica della corte sforzesca; suoi i progetti di strumenti musicali inediti, anche molto articolati e complessi. Tra i più semplici strumenti si trovano quelli utili all’uso militare, come il tamburo meccanico, presente sul foglio 837 del Codice Atlantico o la Lira a forma di teschio, famoso strumento disegnato dall’artista nel codice Ashburnham e da lui realizzato proprio per Ludovico Sforza. Nel suo circolo di amici continuò sempre ad esercitare il suo talento di cantore sulla lira e di poeta improvvisatore.
Questa prassi del cantar versi è stata ricostruita, per questo programma, con formule di arie per cantare ottave, capitoli  (tratte dai  libri di frottole del Petrucci), e componendo ottave per raccontare “cantando “ la  vita di Lucrezia e alcuni sonetti di Leonardo o alle sue opere dedicati.
Proprio a questi due personaggi, che ebbero destini così diversi, e le cui vite terminarono nel 1519, è dedicato questo viaggio poetico - musicale.