Teatro Municipale Valli
Giovedì 6 ottobre 2016 ore 20.30

Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto

Words and Space - prima assoluta
Bliss

Words and Space (Parole e Spazio)
coreografia Jirí Pokorný
musiche repertorio barocco - costumi Carolina Mancuso - luci Carlo Cerri sound design Yukari Sawaki realizzazione costumi Sartoria Aterballetto - Francesca Messori, Debora Baudoni

Bliss
coreografia Johan Inger
musica Keith Jarrett scene Johan Inger costumi Johan Inger e Francesca Messori luci Peter Lundin assistente alla coreografia Yvan Dubreuil realizzazione costumi Sartoria Aterballetto – Francesca Messori, Debora Baudoni
 
 
Words and Space (Parole e Spazio) rappresenta la metafora di un dialogo intrapersonale: il corpo di un individuo all’interno di uno spazio nell’atto di cimentarsi in un “monodialogo”, un dialogo con il proprio io.
Le parole, nel loro libero fluire, possono unirsi a formare frasi di senso compiuto in una unità di tempo o rimanere isolate, si perdono e si ritrovano nella poesia del movimento. Intimità individuale e autorealizzazione sono i soli livelli in grado di condurci a una più profonda condizione di dialogo individuale. Questo tipo di comunicazione, che ha luogo all’interno del singolo o tra molti, rivela la vulnerabilità e l’autenticità di un istante nella prigione della nostra (stessa) libertà.
Lo scopo è quello di proiettare l’esperienza assolutamente personale degli interpreti la cui gioia ? e forse anche la loro fatica – sembra esistere nel presente di una bellezza “nuda” e di una realtà non violenta.
Words and Space proietta immagini in movimento di un dipinto o di un libro traboccante di storie fluttuanti, è un racconto personale, intimo e poetico.
 
Bliss
"Il punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Köln Concert di Keith Jarrett, che, oltre che il sottoscritto, ha inspirato e toccato milioni di persone grazie al suo, secondo me, perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita.
Il mio compito, insieme a quello dei danzatori, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi, è presente sia una sfida compositiva che emotiva.
Essere presenti qui e ora, come lo è stato Keith Jarrett quando suonò la prima volta, è quello che noi stiamo cercando. Provando ad essere puri e freschi senza idee preconcette.
Oggi mi è stato chiesto di dare un’idea di cosa sarà il mio lavoro, ma la verità dello spettacolo dovrà essere scoperta attraverso il mio incontro con i danzatori  e, insieme, dal nostro incontro con la musica del Köln Concert.  Quindi eccoci qui, tutti quanti, non importa quale sia la nostra esperienza. Siamo "principianti" l'uno nei confronti dell’altro e nei confronti della musica che darà voce a questo nuovo incontro".
J.I.