Teatro Cavallerizza
mercoledì 13 novembre, ore 10.30 (scolastica) - giovedì 14 novembre 2019, ore 10.30 (scolastica) e ore 20.30

Dall'Alto

dramma musicale circense di Riccardo Nova e Giacomo Costantini

liberamente ispirato a Atto senza parole I di Samuel Beckett
composizione Riccardo Nova
regìa Giacomo Costantini
coreografia Roberto Olivan
attori di circo Caterina Boschetti, Giulio Lanfranco, Clara Storti, Simon Wiborn
musicisti Pino Basile, Simone Beneventi, Lorenzo Colombo
live electronics Riccardo Nova
costumi Beatrice Giannini
disegno luci Flavio Cortese
coordinamento Filippo Malerba
implementazione tecnologica audio a cura di AGON acustica informatica musica
voce preregistrata Varijashree Venugopal - percussioni indiane preregistrate BC Manjunat
Musiche originali di Riccardo Nova per percussioni ed elettronica (Ed. Ricordi, 2018)
commissione Milano Musica - con il sostegno di Ernst von Siemens Musikstiftung - produzione Milano Musica - produzione esecutiva Quattrox4 - in collaborazione con Teatro del Buratto, Circo El Grito, AGON acustica informatica musica, ZAUM_percussion - si ringrazia Teatro G. Persiani, Obrador – Espai de Creació, Spazio Agreste - progetto nato nell’ambito di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia

in network con Romaeuropa Festival
 
Dall’Alto è una fusione a caldo di musica elettroacustica, opera e circo. Il protagonista beckettiano, perso nel deserto con un compagno che si palesa unicamente come un fischio ripetuto, è spinto in scena nel continuo e vano tentativo di raggiungere dell’acqua. Cosa succede se i personaggi, invece di uno, diventano sette?… Il circo contemporaneo è parte attiva nella costruzione di senso dello spettacolo, le straordinarie capacità tecniche degli attori di circo diventano mezzo espressivo per “portare oltre” lo spettatore e far volare l’immaginazione. Attori e musicisti in scena animano questo mondo come burattini e burattinai.

“Dopo aver letto Atto senza parole I, sognai di essere tre uccelli che lanciavano segnali. Il sogno si interruppe e mi svegliai con il desiderio di riprodurre con la voce i suoni che in sogno emettevo in forma di Uccello. Presi il cellulare, registrai tutto quello che ricordavo e che riuscivo a riprodurre, tornai a dormire. La mattina dopo sovrapposi i vari fischi e suoni che avevo registrato la notte precedente: ascoltandoli rimasi sorpreso e decisi così di sostituire i 14 fischi beckettiani con gli uccelli che mi erano apparsi in sogno.” (R.N.)