Sala degli Specchi del Teatro Valli
Domenica 27 gennaio, ore 11.00

Resto qui

di Marco Balzano
reading di Federica Fracassi e Marco Balzano

L'acqua ha sommerso ogni cosa: solo la punta del campanile emerge dal lago. Sul fondale si trovano i resti del paese di Curon. Siamo in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: un posto in cui nemmeno la lingua materna è qualcosa che ti appartiene fino in fondo. Quando Mussolini mette al bando il tedesco e perfino i nomi sulle lapidi vengono cambiati, allora, per non perdere la propria identità, non resta che provare a raccontare. Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria: invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia. Da allora non ha mai smesso di aspettarla, di scriverle, nella speranza che le parole gliela possano restituire. Finché la guerra viene a bussare alla porta di casa, e Trina segue il marito disertore sulle montagne, dove entrambi imparano a convivere con la morte. Poi il lungo dopoguerra, che non porta nessuna pace. E così, mentre il lettore segue la storia di questa famiglia e vorrebbe tendere la mano a Trina, all'improvviso si ritrova precipitato a osservare, un giorno dopo l'altro, la costruzione della diga che inonderà le case e le strade, i dolori e le illusioni, la ribellione e la solitudine. Una storia civile e attualissima, che cattura fin dalla prima pagina.
 
M. Balzano, Resto qui, Einaudi 2018


Marco Balzano
È nato a Milano nel 1978. Oltre a saggi e raccolte di poesie ha scritto quattro romanzi. Per Sellerio ha pubblicato Il figlio del figlio (premio Corrado Alvaro), Pronti a tutte le partenze (Premio Flaiano), L’ultimo arrivato (Premio Volponi e Premio Campiello). Per Einaudi è uscito nel 2018 Resto qui (premio Brignetti-Isola d’Elba, premio Viadana, premio Dolomiti-Unesco, premio Asti Corte d’Appello, premio Minerva e finalista al premio Strega). I suoi libri sono tradotti in dieci paesi. Collabora saltuariamente con le pagine culturali del Corriere della Sera e la Repubblica. 
 
Federica Fracassi
Interprete sensibile alle nuove drammaturgie, votata alle scritture più visionarie, feroci, poetiche degli ultimi anni, fin dagli esordi disegna un percorso indipendente nel panorama del teatro di ricerca. Si forma giovanissima alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi e segue il lavoro di Carmelo Bene, Luca Ronconi, Thierry Salmon, Romeo Castellucci, Cesare Ronconi. Fonda insieme al regista teatrale Renzo Martinelli la compagnia Teatro Aperto, oggi Teatro i, che gestisce l’omonimo spazio a Milano, una vera e propria factory del teatro contemporaneo. In teatro ha lavorato tra gli altri con Valerio Binasco, Valter Malosti, Antonio Latella, Luca Micheletti, Sonia Bergamasco e ha ricevuto numerosi premi come miglior attrice protagonista. Al cinema esordisce nel 2010 in Happy Family di Gabriele Salvatores, a cui seguono molte altre interpretazioni per registi come Marco Bellocchio, Paolo Virzì, Francesca Archibugi, Carlo Verdone. È ideatrice e autrice, insieme alla fotografa Valentina Tamborra, del progetto Nient’altro che finzioni, dove scrive una drammaturgia parallela sulle tracce di Ibsen, già esposta a Milano nei più importanti Festival fotografici.

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