Teatro Municipale Valli

PINOCCHIO

Durata : 1 ora, 40 minuti


 "…Ho pensato di fabbricarmi un bel burattino di legno… Il burattino deve ballare, tirare di scherma e fare i salti mortali…"
Il destino di Pinocchio appare, letteralmente, teatrale.
Da quel programma accarezzato dal genitore fino a quando Pinocchio, quasi a realizzarne il desiderio, toccherà il fondo della sua sventura, quando cioè, trasformato in somaro, sarà Stella della danza nel circo del paese dei Balocchi e rischierà di diventare una pelle di tamburo per la banda: passando da quel suo ingresso trionfale nel Gran Teatro di Mangiafuoco, quando, riconosciuto come fratello dalle Maschere immortali di quel Teatro, sembra raggiungere il luogo che spiega e motiva la sua nascita.
La prima traccia del gioco teatrale si era incontrata su quella parete dipinta a guisa di fondale scenico della casa ove Pinocchio è venuto alla luce…
…Da quella casa che pare un palcoscenico alla deriva…
…passando attraverso il Carrozzone di Mangiafuoco - Pinocchio con l’abbecedario in mano…suoni festosi di grancassa…il giubilo del Gran Teatro, attori che sembrano marionette e marionette che sembrano attori…e poi piagnistei come in un asilo infantile…e la scena "straziante", satira parodica della commedia popolare e del melodramma, in cui Pinocchio chiede a Mangiafuoco la grazia per Arlecchino…
…o presso la casina della bambina morta: ma anche quello della Fata sembra essere un mondo teatrale da Baraccone con quei dottori grotteschi e surreali, con quel suo apparire e scomparire sotto forme sempre diverse, resistendo sempre, di morte in vita, quella emblematica "massa" di capelli turchini…
…a quella ribalta che è il circo dove Pinocchio-somaro è costretto ad esibirsi…
…per approdare in un finale con il palcoscenico ormai vuoto quando Pinocchio esce dal sogno di legno, come da un costume di scena.
E chissà se allora, burla e insieme segno di speranza, un nuovo piccolo burattino balzi fuori da un cassetto con occhi dipinti di sorriso e di follia….
Maria Grazia Cipriani