Teatro Municipale Valli
Venerdì 6 novembre 2015, ore 20.30

Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto

L'eco dell'acqua - prima assoluta
14'20" - prima assoluta
Antitesi

L’eco dell’acqua - prima assoluta
coreografia e ideazione scene Philippe Kratz
musiche Federico Albanese, Jonny Greenwood, Howling, Arvo Pärt, Sufjan Stevens, The Haxan Clock
costumi Costanza Maramotti e Philippe Kratz
luci Carlo Cerri
 
 Philippe Kratz, danzatore e coreografo dell’Aterballetto, si misura con un nuovo balletto, ispirato a una poesia di J.W. Goethe, sul tema del destino.


14’20’’ - prima assoluta del riallestimento per Aterballetto
estratto/duo dall’opera 27'52''
coreografia e scene Jirí Kylián
musica originale Dirk Haubrich basata su due temi di Gustav Mahler
costumi Joke Visser
luci Kees Tjebbes, Loes Schakenboss
Il titolo 14'20" deriva semplicemente dalla durata di questo pezzo.
Si tratta, infatti, di una parte dell’opera originale intitolata 27'52"
La nostra vita sembra essere scandita dal tempo – Ma  "tempo" è un termine molto astratto! Non sappiamo cosa sia il tempo.
Abbiamo creato macchine che misurano il tempo in maniera molto più accurata rispetto a prima.
Questo aspetto è sicuramente molto importante, ma diversi filosofi ci dicono che il "tempo" non esiste – Ci insegnano che il "tempo" è solo un’invenzione degli esseri umani.
Tutto ciò è possibile, ma una cosa è certa: il nostro tempo è scandito da due brevissimi momenti, il momento in cui nasciamo e quello in cui moriamo.
L’opera che ho realizzato non riguarda solo il "tempo". Affronta anche altri temi quali la "velocità", l’"amore" e l’"invecchiamento".
In effetti è tutto molto semplice, ma anche incredibilmente complicato e, di sicuro, totalmente inspiegabile.
Ji?í Kylián


Antitesi
coreografia Andonis Foniadakis
musiche Giovan Battista Pergolesi, Fausto Romitelli, Domenico Scarlatti,  Giacinto Scelsi, Giuseppe Tartini
sound design Julien Tarride
costumi Kristopher Millar & Lois Swandale
luci Carlo Cerri
realizzazione costumi Sartoria Aterballetto

L’eco dell’acqua. Philippe Kratz, danzatore e coreografo di Aterballetto, si misura con un nuovo balletto, ispirato a una poesia di Goethe, sul tema del destino.

14’20’’. Il titolo deriva semplicemente dalla durata del pezzo. Si tratta, infatti, di una parte dell’opera originale intitolata 27'52".
«La nostra vita sembra essere scandita dal tempo. Ma 'tempo' è un termine molto astratto! Non sappiamo cosa sia il tempo.
Abbiamo creato macchine che misurano il tempo in maniera molto più accurata rispetto a prima.
Questo aspetto è sicuramente molto importante, ma diversi filosofi ci dicono che il tempo non esiste.
Ci insegnano che il tempo è solo un’invenzione degli esseri umani.
Tutto ciò è possibile, ma una cosa è certa: il nostro tempo è scandito da due brevissimi momenti, il momento in cui nasciamo e quello in cui moriamo.
L’opera che ho realizzato non riguarda solo il tempo. Affronta anche altri temi quali la velocità, l’amore e l’invecchiamento.
In effetti è tutto molto semplice, ma anche incredibilmente complicato e, di sicuro, totalmente inspiegabile.»
(Jirí Kylián / L’Aia, Paesi Bassi, 22 luglio 2013)
Prima mondiale di 27’52’’: L’Aia, Paesi Bassi, Nederlands Dans Theater 2, Lucent Danstheater, 21 febbraio 2002.
Prima di 14’20’’: Reggio Emilia, Teatro Municipale Valli, Gala dei Ritorni, 16 gennaio 2007.

Antitesi racchiude la volontà del coreografo di mettere in gioco i contrari: locale e globale, lento e veloce, maschile e femminile, astratto e concreto; si nutre di antico e di attuale, nello spirito del “tutto presente in tempo reale” che distingue le nostre vite in questo millennio denso, veloce, pronto a rompere tutti gli schemi, senza mai rinunciare però al passato.
Barocca e contemporanea, la musica italiana scelta dal coreografo lega tra loro compositori connessi emozionalmente, superando le barriere tra la classicità e la contemporaneità, nella condivisione sottotraccia di un Dna che si fa avvertire come peculiare del nostro paese. In Antitesi Giovan Battista Pergolesi, Domenico Scarlatti, Giuseppe Tartini convivono/collidono con Giacinto Scelsi e Fausto Romitelli offrendo alla danza un oceano di brani in cui i ballerini sono immersi e fluttuano lanciandosi nello spazio tra aggressività e dolcezza, liberi di muoversi al ritmo del respiro nel dispiegarsi organico ma non quotidiano, denso e trasparente insieme, dell’azione. “La musica barocca è solida e lirica, sensuale e misteriosa” dice il coreografo “ma il mio desiderio è che la musica mi lasci libero; e in questo caso cerco di non usare diversamente quella barocca e quella contemporanea; hanno lo stesso respiro e lo stesso ritmo; sembrano diverse, ma è solo per via del colore sonoro; non illustro la musica, non appoggio la danza sulle battute forti, non coreografo ‘sulla’ musica, ma ‘nella’ musica”, usando sia i piani d’appoggio orizzontali sul pavimento sia le spirali aeree in verticale”. “Ho costruito il pezzo” afferma Foniadakis “combattendo tra ricerca della bellezza del passato, come nostalgia, e realtà di oggi, agitata, dinamica, incerta, violenta”. (Elisa Guzzo Vaccarino)
Prima rappresentazione assoluta Milano, Teatro Strehler, 11 giugno 2015

Grazie al prezioso contributo creativo del coreografo Mauro Bigonzetti e degli autori italiani e internazionali che hanno collaborato con la compagnia, Aterballetto ha oggi assunto il profilo di compagnia di balletto contemporaneo che ha come elemento fondante della propria identità artistica l'impegno a sostenere e sviluppare l'arte della coreografia e il linguaggio assoluto della danza. In questa occasione i suoi danzatori daranno prova ancora una volta della grande qualità e versatilità che li contraddistingue, cimentandosi con autori dalla spiccata personalità e tra di loro particolarmente eterogenei.