Teatro Municipale Valli

ACCADEMIA BIZANTINA - OTTAVIO DANTONE, DIRETTORE E CEMBALO

TEATRO VALLI

J.S. Bach, Concerto per violino, oboe, archi e continuo in do minore BWV 1060a
J.S. Bach, Concerto per clavicembalo archi e continuo in re minore BWV 1052
J.S. Bach, Suite per orchestra n.1 in do maggiore BWV 1066


Sabato 16 dicembre . ore 20,30


Accademia Bizantina
Ensemble con strumenti originali
Il nome dell’Accademia Bizantina è ormai stabilmente affermato nel novero ristretto dei complessi con strumenti originali cui sono a buon diritto riconosciuti meriti di freschezza, creatività ed energia nell’interpretazione del repertorio barocco. L´odierno successo internazionale è maturato lungo un percorso più che ventennale che costituisce un apologo assai istruttivo sulla formazione di una realtà musicale professionistica ai massimi livelli nella provincia italiana.
La storia inizia nel 1983 nella sonnacchiosa e illustre Ravenna, col convenire di un gruppo di musicisti e procede ritmata da incontri decisivi: da Jörg Demus, che suggerisce il nome dell’orchestra, a Ottavio Dantone, che nel 1996 ne assume la direzione musicale, avviando la fase attuale della storia della compagine, segnata innanzitutto dall’appropriazione definitiva della prassi esecutiva barocca, un traguardo maturato per passi progressivi. L´Accademia dell’ultimo decennio, con Stefano Montanari in veste di primo violino concertatore, è un organismo di meravigliosa vitalità, in cui concerti e incisioni, ricerca e promozione della cultura musicale esibiscono un singolare equilibrio. La concentrazione sul repertorio del Sei-Settecento ha permesso l´approfondimento di uno stile interpretativo coerente con l´estetica barocca, senza nel contempo rinunciare alla straordinaria varietà di orizzonti che si squaderna tra Monteverdi e Spontini. Le incisioni – prima per Thymallus, oggi per Arts e Decca, ma anche in collaborazione con la rivista "Amadeus", che ha assicurato l´accesso al grande pubblico – offrono ormai numerosi saggi di tale cifra stilistica, dalla Fairy Queen al Cimento dell’Armonia e dell’Inventione allo Stabat pergolesiano, passando per Alessandro Scarlatti e Benedetto Marcello, Porpora e Galuppi. L´opera V di Corelli per l’etichetta Arts, eseguita da Montanari con gli abbellimenti scritti da Dantone, ha ricevuto il premio Diapason d’Or del novembre 2005; per la Naïve è stato inciso lo scorso anno il Tito Manlio di Vivaldi, e quest’anno sarà la volta di due cd di musica sacra del Prete rosso, mentre prosegue per Decca, dopo la prima esperienza di Arcadia, il progetto di collaborazione con il controtenore Andreas Scholl, con un CD dedicato al repertorio del Senesino presentato al grande pubblico durante una lunga tournée nelle più prestigiose sale europee.
Nel 1999, con la storica riproposta del Giulio Sabino di Sarti a Ravenna, l’Accademia ha debuttato sulle scene operistiche, inaugurando ciò che è oggi una delle sue attività principali. Da allora ha affrontato partiture celebri come l´Orlando di Haendel e l’intera trilogia monteverdiana, ed è ospite di rassegne quali il Festival di Beaune e, sin dai suoi primi passi, quello di Jesi, dove la collaborazione con Francesco Degrada ha portato alla ripresa di capolavori di Pergolesi come L´Olimpiade e Il Flaminio. Negli ultimi tempi l’Accademia ha realizzato nel proprio territorio d´origine iniziative di promozione di cultura musicale, tra cui l´istituzione a Faenza del Festival di musica sacra Creator (al cui interno è avvenuta la prima ripresa moderna dell´oratorio Sant´Elena al calvario di Hasse), la fondazione di un nuovo organismo denominato Coro dell’Accademia, il progetto di una scuola di musica antica. Declinazioni e derivazioni diverse e vitalissime di quell’originaria esigenza di comunicare la propria passione per l´ascolto che rappresenta ancora, a vent’anni di distanza, la vocazione più autentica dell’Accademia Bizantina.
Raffaele Mellace

Accademia Bizantina
Stefano Montanari, Fabio Ravasi, Andrea Rognoni, Stefano Rossi (violini primi)
Fiorenza De Donatis, Elisa Citterio, Hedwig Raffeiner (violini secondi)
Diego Mecca, Jun Okada (viole)
Marco Frezzato, Paolo Ballanti (violoncelli)
Nicola Dal Maso (violone)
Fabio Grandesso (fagotto)
Marco Cera, Elisabeth Baumer (oboi)
Romano Valentini (cembalo)


Ottavio Dantone si è diplomato in organo e clavicembalo presso il Conservatorio "G. Verdi" di Milano e ha intrapreso giovanissimo la carriera concertistica, dedicandosi fin dall’inizio allo studio e al costante approfondimento della musica antica, segnalandosi presto all’attenzione del pubblico e della critica.
Nel 1985 ha ottenuto il premio di basso continuo al Concorso Internazionale di Parigi e nel 1986 è stato premiato al Concorso Internazionale di Bruges (due dei concorsi di clavicembalo più importanti del mondo), primo italiano ad aver ottenuto tali riconoscimenti a livello internazionale in ambito clavicembalistico.
Dal 1996 è il direttore musicale dell’Accademia Bizantina di Ravenna.
Nel 1999, la prima esecuzione in tempi moderni del "Giulio Sabino" di Giuseppe Sarti ha segnato il suo debutto operistico. Da allora affianca alla sua abituale attività di solista e leader di gruppi da camera quella ormai intensa di direttore d’orchestra, estendendo il suo repertorio all’opera e al periodo classico e romantico e accostando al repertorio più conosciuto la riscoperta di titoli meno eseguiti o in prima esecuzione moderna.
Nella primavera del 2005 ha diretto con grande successo il "Rinaldo" di G.F. Haendel per la regia di Pier Luigi Pizzi al Teatro alla Scala di Milano.
E’ regolarmente ospite dei più prestigiosi teatri d’opera e dei Festival internazionali più importanti del mondo.
Moltissime le registrazioni radiofoniche e televisive in Italia e all’estero, nonché quelle discografiche sia come solista che come direttore, per le quali ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti dalla critica internazionale. Dal 2003 incide per la Decca.