Teatro Municipale Valli
Martedì 17 aprile 2018, ore 20.30

Swedish Chamber Orchestra
Thomas Dausgaard, direttore
Isabelle Faust, violino

J. Brahms, Danze ungheresi n. 2, 4, 9, 11-17 (trascrizione per orchestra di Thomas Dausgaard)
J. Brahms, Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77
J. Brahms, Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98

 

Un programma monografico dedicato a Brahms con due capisaldi assoluti del repertorio concertistico del nostro tempo; esiti fra i più maturi non solo del loro autore, ma dell’intera vicenda storica di questi generi. Il concerto solistico e la sinfonia rappresentano due facce (individuale e collettiva), due linee-forza della lunga storia di un’idea/prassi assai feconda: quella dell’elaborazione tematica nella musica strumentale. Una storia che a partire dal primo Settecento ha prodotto infinite vicende e incomparabili opere. Brahms raccoglie questa eredità portandola a limiti di sviluppo dialettico e consapevolezza tali da esaurirla. Dopo di lui, comincerà un’altra storia.
Altri romantici come Wagner e Liszt imboccano rotte di radicale allontanamento dal classicismo; Brahms agisce in un altro modo: porta a un punto di crisi quanto lo ha preceduto attraverso un armamentario assai sofisticato: armonie evolute, coerenza motivica, inquietudine ritmica e, forse più importante di tutto, la tecnica dello “sviluppo variativo”. Nel Concerto, tali caratteristiche sono al servizio di una ciclica marea di sentimenti interiori; nella Sinfonia di un tono dalle tinte malinconico-zigane, ma contrappuntisticamente serrato e dall’orchestrazione innovativa.
Le Danze ungheresi in apertura, non si esauriscono nel divertissement fine a se stesso, pur ammirevole, ma costituiscono indagini vuoi sull’agilità, la brillantezza, vuoi sull’articolazione ritmica e dinamica del discorso.
Così un conservatore dichiarato finirà per essere definito da Schoenberg: “il progressivo”.