Verdi nostro contemporaneo
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Panisello

Guarnieri
 
Sala degli Specchi del Teatro Valli

PluralEnsemble Madrid
Fabián Panisello direttore

Progetto per Verdi

PluralEnsemble
Ema Alexeeva violino I - Erica Ramallo violino II - Ana Maria Alonso viola - Michal Dmochowski violoncello
José Enrique Cotoli trombone I - Javier Saez Mozos trombone II
Laia Falcón soprano
Leight Melrose baritono
Fabián Panisello direttore

Giuseppe Verdi
Quartetto in mi minore

Adriano Guarnieri
...Al crepitio del sole... l’inatteso vocìo di silenzi...
Cantata da camera per soprano, quartetto d’archi e due tromboni (2012); testo liberamente tratto da Il canto del Muezzin di Dino Villatico

Fabián Panisello
L’officina della Resurrezione
Monodramma in 7 parti per baritono, quartetto d’archi ed elettronica (2013); su un testo originale di Erri De Luca e testi dal Libro di Ezechiele

Concerto dedicato a Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita
Con due nuove commissioni ad Adriano Guarnieri e Fabián Panisello dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e di Tel Aviv



L'unico quartetto di Verdi diviene in questo concerto il nucleo generatore, per così dire, delle due nuovissime composizioni successive, come se lo spirito di Verdi si riverberasse nella creazione musicale contemporanea.
Le due commissioni, che si ascoltano a Reggio Emilia in “seconda assoluta” dopo l'esibizione, il giorno precedente, alla Biennale di Venezia, sono affidate a uno dei più apprezzati compositori italiani, Adriano Guarnieri, autore dalla scrittura irta e mai pacificata, e a Fabián Panisello (fondatore e direttore, tra l'altro, del PluralEnsemble), il cui pezzo è basato su un testo originale di Erri De Luca e brani del profeta Ezechiele.

Compositore e direttore d’orchestra argentino-spagnolo stabilito a Madrid, Fabián Panisello è direttore e fondatore del PluralEnsemble e direttore accademico della Escuela Superior de Música Reina Sofía. Si è formato come compositore con Francisco Kröpfl a Buenos Aires e con Bogusław Schaeffer al Mozarteum di Salisburgo. Si è poi perfezionato con Elliott Carter, Franco Donatoni, Brian Ferneyhough e Luis de Pablo nella composizione, con Peter Eötvös nella direzione d’orchestra. Sue opere sono state interpretate da artisti coma Pierre Boulez, Peter Eötvös, Quartetto Arditti, Susanna Mälkki, Allison Bell, Marco Blaauw, e da complessi come l’Orchestra della Südwestrundfunk Baden-Baden, la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, l’Orquesta Nacional de España, l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, l’Orchestra de la Comunidad de Madrid, fra le altre. Ha ottenuto premi come il Mozarts Erbe concesso dalla Città di Salisburgo, e il Premio Iberoamericano di Composizione “Rodolfo Halffter”, così come borse di studio da parte di numerose fondazioni, inclusa quella del rettore del Mozarteum di Salisburgo. Come compositore e direttore ha operato nei principali festival del mondo dedicati alla musica d’oggi. Ha partecipato come codirettore a due prime assolute di Karlheinz Stockhausen, Hoch-Zeiten e Mixtur-2003, con l’orchestra della Westdeutscher Rundfunk di Colonia e la Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, l’Ensemble Modern di Francoforte, il Nouvel Ensemble Modern di Montreal. Ha eseguito in prima assoluta numerose opere e inciso per etichette come NEOS, col legno, Cypres, Verso. Dal 2010 è membro dell’Academia Nacional de Bellas Artes de Argentina. Pubblica per l’editore Peters di Francoforte.

PluralEnsemble è specializzato nella musica del XX e XXI secolo. Fondato da Fabián Panisello, che ne è direttore, la sua vocazione è alla divulgazione della musica contemporanea, con speciale riguardo per quella spagnola. Realizza a cadenza annuale un’intera stagione di concerti e una tournée, alternando il repertorio solistico e lavori per ensemble, ospite dei maggiori festival internazionali. Ha suonato regolarmente per il Ciclo di Concerti della Fundación BBVA de Música Contemporánea e all’Auditorio Nacional de Música di Madrid.

Adriano Guarnieri (1947) ha compiuto gli studi musicali in composizione al Conservatorio di Bologna, con Giacomo Manzoni. Partendo da posizioni stilistiche vicine allo Strutturalismo, Guarnieri ha progressivamente maturato un linguaggio personale che la critica ha definito “cantabilità metrica”, una cantabilità che esclude recuperi melodici o tematici tradizionali in quanto nasce sempre «dentro la galassia del suono», dall’interno della materia sonora.
Sul finire degli anni Ottanta, Guarnieri si appassiona alla poesia di Pier Paolo Pasolini, intraprendendo un rapporto che culmina con l’azione lirica Trionfo della notte (Teatro Comunale di Bologna, 1987), insignita del Premio Abbiati. Alla poetica pasoliniana sono legati anche Romanza alla notte n. 2 (1988) concerto per violino e orchestra, e Il glicine (1993) per soprano, voce recitante, flauto e violino amplificati. Nel 1993 il Festival di Montepulciano gli commissiona l’azione lirica Orfeo... cantando tolse, su testo liberamente tratto dall’Orfeo del Poliziano. Nel 1995 inizia la collaborazione con il poeta Giovanni Raboni, da cui nascono, fra gli altri, Quare tristis (Biennale di Venezia, 1995), Pensieri canuti (Festival di Salisburgo, 1999), la Passione secondo Matteo, commissione del Teatro alla Scala per il Giubileo 2000. Fondamentale nella produzione di Guarnieri è l’impiego del live electronics, strumento principe dell’elaborazione e della spazialità del suono, così significativi nella ricerca del compositore. Assistito dal regista del suono Alvise Vidolin, Guarnieri ha composto vere e proprie partiture elettroniche di cui fanno parte l’opera-video Medea (2002) che, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, è valsa al compositore il secondo Premio Abbiati; e Solo di donna, azione lirica in un atto (2004) andata in scena al Teatro delle Muse di Ancona. Il titolo della composizione I fili luccicano (2005), citazione da Paul Celan si collega idealmente al rilievo che il poeta ha nel lavoro teatrale Pietra di diaspro (Roma e Ravenna, 2007). Fra gli ultimi lavori, Tenebrae, opera video per soli su nastro, soli in sala, tre voci soliste, ensemble strumentale e live electronics, su testi di Massimo Cacciari, Martin Heidegger, Georg Trakl.