Sala degli Specchi del Teatro Valli
Domenica 19 novembre 2017, ore 11.00

Perché le storie ci aiutano a vivere. La letteratura necessaria

di Michele Cometa
con l’autore dialoga Ivan Levrini

Non sappiamo perché e come l'Homo sapiens abbia sviluppato la capacità di costruire storie. Possiamo però ipotizzare come presumibilmente siano andate le cose. Cioè come un ominide abbia sviluppato la facoltà di narrare storie e come queste lo abbiano avvantaggiato tra tutte le specie. Si tratta dunque di studiare la narrazione, la fiction e la letteratura nel contesto della teoria dell'evoluzione e delle scienze cognitive, prendendo le mosse dalle recenti acquisizioni dell'archeologia cognitiva che mettono in relazione la produzione di utensili e lo sviluppo di capacità narrative. Si comprende così che la narrazione ha un ruolo decisivo nella costituzione del Sé e delle sue protesi esterne, come da tempo sostengono i teorici della mente estesa e della cognizione incarnata. Questo studio si inserisce nel quadro più ampio di una teoria biopoetica della narrazione e di un'antropologia filosofica che non trascura il bios rispetto allo spirito. Per questo, categorie fondamentali come la compensazione e l'esonero possono essere rilette in chiave evoluzionistica e fornire alcune spiegazioni del comportamento narrativo dell'Homo sapiens: il riequilibrio dei suoi deficit funzionali ed esistenziali e il contenimento dell'ansia.
M. Cometa, Perché le storie ci aiutano a vivere. La letteratura necessaria, Raffaello Cortina 2017

Michele Cometa
Insegna Storia comparata delle culture e Cultura Visuale nell'Università di Palermo. Tra il 2015 e il 2016 è stato Associate Research Fellow presso l'Italian Academy for Advanced Studies della Columbia University (New York) nell'ambito del progetto “Emotion, Embodiment and the History of Art and Music: Aesthetics, History and Anthropology”. Attualmente è vicepresidente dell'Istituto Italiano di Studi Germanici di Roma e dirige il sito italiano degli studi culturali (www.studiculturali.it). Ha pubblicato alcuni libri sulla cultura tedesca ed europea dal diciottesimo al ventesimo secolo. Ha curato la traduzione italiana delle opere di molti importanti autori tedeschi. Per il teatro ha tradotto Il dramma del chiedere di Peter Handke, l'Urfaust di Goethe, Yossl Rakover si rivolge a Dio di Zwi Kolitz e Giuseppe e Maria di Peter Turrini.