Verdi nostro contemporaneo
usica
erformance

 
Teatro Cavallerizza

Patria sì bella e perduta (Verdi ti voglio bene)

di Francesco Micheli

Francesco Micheli regista e performer
Monica Colonna voce
Debora Chiantella pianoforte
produzione Fondazione I Teatri, Reggio Emilia

"C’è una terra incantevole.
C’è una donna che vive in una terra incantevole ma tragica, una terra divisa. Dilaniata dalla guerra civile. Cosa fa una donna così in una terra così? Sta a guardare.
Fratelli che s’ammazzano a vicenda. Altro che eroi senza macchia e senza paura. Questa la terra che viene cantata da Giuseppe Verdi. A qualunque costo, anche con storie molto lontane da lei. Hugo. Shakespeare. Dumas. Schiller.
C’è una terra bella ma tragica dominata da uomini e c’è una donna, isolata e reietta, che fa paura come una strega. Una donna coi piedi ben piantati per terra, determinata a conquistarsi un suo spazio. A qualunque costo. Questa donna si chiama Elvira, Violetta, Elisabetta; più semplicemente, Lady.
Questa è l’opera lirica. Una terra bella e tragica, piena di risorse e di problemi come l’Italia, sfruttata e maltrattata come una prostituta, affascinante come una diva d’altri tempi ma intramontabile." (FM)

Patria sì bella e perduta è uno strano mix tra un concerto e uno spettacolo, dove musica, racconto e improvvisazione si mescolano curiosamente a offrire di Verdi un ritratto vivido, avvincente e, naturalmente, contemporaneo.
La disposizione di sala a gradinate contrapposte, consente un rapporto inedito, stretto e dialogante, fra scena e pubblico.
E il dialogo è altresì il motivo conduttore della drammaturgia: dialogo fra il nostro grande operista e il mondo e la vita d'oggi. Un modo per sottrarre Verdi alle polveri museali e consegnarlo ai giovani.
A corredo, un percorso didattico rivolto a studenti delle scuole superiori, lavoro per il quale Micheli ha riscosso notevoli riconoscimenti: a Reggio Emilia, dove è nato, e in svariate città italiane, dove è stato esportato e sviluppato.