Teatro Municipale Valli

Matthew Herbert Big Band

Matthew Herbert
Peter Wraight Musical Director
Alice Grant Singer
Ben Castle Sax
Gemma Moore Sax
Dave O’Higgins Sax
Richard Pardy Sax
Bob McKay Sax
Stuart Brooks Trumpet
Graham Russell Trumpet
Andrew Cook Trumpet
Adam Linsley Trumpet
Pat Hartley Trombone
Chris Cole Trombone
Ashley Horton Trombone
Bruce Douglas Trombone
George Double Drums
Grant Windsor Piano
Nick Pugh Bass

Matthew Herbert Big Band. Musicista e performer elettronico, produttore, attivista, compositore, Matthew Herbert a un certo punto della carriera di mago dell'elettronica, si è fatto anche mago d'orchestra, mettendo insieme la sua big band di 20 elementi.
Richiesto dalla coreografa Blanca Li, nel 2001, di scrivere tre pezzi per big band da inserire nel musical Le Defi, finisce, consigliato dall'amico Gilles Peterson, assemblare una Big Band tutta sua, esibendosi al Montreux Jazz Festival. Il primo album della Matthew Herbert Big Band esce con il titolo Goodbye Swingtime e si pone come punto di incontro fra jazz degli anni 30-40, e moderna arte digitale. La Band sa creare una potente ondata sonora che travolge gli ascoltatori portandoli avanti e indietro nel tempo, dal jazz orchestrale in bianco e nero all'elettronica colorata dei giorni nostri. Herbert porta la Big Band al Sonar di Barcellona e del Roskilde Festival in Danimarca: il pubblico apprezza l'ennesima creazione del mago, per l'occasione anche direttore d'orchestra e abile intrattenitore.
Il lavoro fatto da Herbert per questo progetto, parte dagli arrangiamenti orchestrali (di Pete Wraight), passa attraverso un processo di decostruzione e ricostruzione elettronica del tutto, approda al suono definitivo, fedele all'originale ma allo stesso tempo diverso da esso. Dal vivo, il campionamento/elaborazione in tempo reale e in interazione con l'orchestra ha una gran parte costituendo una sorta di strabiliante virtuosismo digitale. L'ultimo album della MHBB, There's Me And There's You, è una sapiente miscela di avant-jazz, elettronica e sample di ogni tipo, per parlare di problemi sociali e temi di attualità in puro stile Herbert.

Demiurgo e alchimista elettronico. Inglese per nascita e indole, Matthew Herbert è l'entità ibrida tra musicista, produttore e attivista che corrode dall'interno l'architettura musicale del nuovo millennio, nascondendosi dietro una poliedrica moltitudine di alias e personalità, da Doctor Rockit a Wishmountain, da Radio Boy a Mr. Vertigo, fino a Transformer e altre molteplici declinazioni del suo nome, compresa quella con la Big Band.
Ragazzino vivace e musicalmente precoce impara i rudimenti di pianoforte e violino, ma non è la strada tradizionale a interessarlo. Cerca la metamorfosi dei suoni in musica, dei rumori in armonia: è mentre studia recitazione alla Exeter University negli anni Novanta che comincia a inseguire, catturare e manipolare il suono di bottiglie e altri oggetti, il brusio delle piazze, i rumori della vita quotidiana, aiutato dai rudimenti da tecnico del suono trasmessigli dal padre, suond engineer alla BBC. Intanto matura anche una decisione politica: produrre la sua musica lontano dalle label tradizionali. Indoor Fireworks esce nel 2000 sotto lo pseudonimo di Doctor Rockit. L'album anticipa future inflessibili prese di posizione contro gli eccessi della cultura aziendale, come in The Mechanics of Destruction, le cui tracce hanno titoli come McDonalds, Rupert Murdoch, Marlboro and Bacardi, Henry Kissinger. A queste prove seguono o si affiancano molte produzioni, da Let's All Make Mistakes a Parts Remixed, a Part, e le collaborazioni con Moloko, Cinematic Orchestra, Jazzanova o The Soft Pink Truth, fino agli album The Unnecessary History of Doctor Rockit o The Theory of Evolution (come Wishmountain).
Intanto matura la sua teorizzazione attorno a quella che chiama Intelligent Dance Music (IDM): portarla dalle arene del dibattito concettuale dei più estremi ricercatori di equilibri elettronici al dancefloor. La sua è una campagna di abbattimento delle barriere, non meno di un'azione di critica sociale e politica. La si trova sintetizzata nel PCCOM (Personal Contract for the Composition of Music), vero e proprio manifesto teorico e pratico, musicale e politico.
La sfida del jazz arriva con Goodbye Swingtime, album in cui si accompagna a mostri sacri dell'improvvisazione anglosassone come i sassofonisti Dave O'Higgins e Nigel Hitchcock o il bassista Dave Green oltre che ai suoi soliti compagni di scorribande come Dani Siciliano, Arto Lindsay, Jamie Lidell o Shingai Shoniwa.
Per Plat Du Jour Matthew ha percorso il Regno Unito campionando suoni da allevamenti di polli, cucine industriali per la produzione del salmone scozzese, discariche urbane. Ne è uscito un disco che si scaglia contro il voracismo del cibo usa e getta, e concettuale, con un compendio di suoni che nessun'altro avrebbe potuto mettere insieme senza scivolare dal genio alla presunzione.
Nel 2005 Herbert produce Ruby Blue, album di debutto di Roisin Murphy, cantante dei Moloko, per un disco che è una commistione di dance-pop e jazz-funk sofisticato. Scale (2006) è influenzato da melodie disco e house, ma pur sempre nei limiti che è lecito aspettarsi da uno sperimentatore. Sotto la patina pop si agitano meditazioni sulla condizione umana, sul dolore, sulla mortalità. Tra i 723 oggetti campionati: bare, lampade a petrolio, meteoriti, bombardieri della RAF, armi... ancora un esito unico che combina musica dance d'avanguardia a tematiche intellettuali. Il secondo album della Matthew Herbert Big Band, There's Me and There's You (2008), con la vocalist Eska, contiene sample raccolti con l'aiuto di 70 volontari, all'interno delle Houses of Parliament a Londra, in un discarica, e nell'atrio del British Museum.
Nel 2010 ha realizzato per la serie “Recomposed” di Deutsche Grammophon una rielaborazione della Decima Sinfonia di Mahler, inserendovi sample presi dal ritiro compositivo del compositore, a Toblach, dai pressi della sua tomba e da un crematorio. Nello stesso anno prende il via la Trilogia “One”, in tre parti/album. La prima, One One, interamente scritta e performata da Herbert solo; la seconda, One Club, fatta esclusivamente di sample catturati in una sera in un nightclub tedesco; la terza e ultima, One Pig (2011), è realizzata con campioni presi dall'intero ciclo di vita di un maiale da allevamento, dalla nascita al piatto. L'associazione inglese di difesa dei diritti degli animali (PETA) ha condannato l'album al suo annuncio, senza averlo prima ascoltato. Herbert, che non è vegetariano, ha risposto che la loro rimostranza era “totalmente assurda”, e che egli con la propria musica ha l'intento di incoraggiare la gente ad “ascoltare il mondo con un po' più di cura”.
(da: matthewherbert.com)

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P.C.C.O.M.
Personal Contract for the Composition Of Music (Contratto personale per la Composizione Musicale)
[incorporating the Manifesto of Mistakes (contiene il Manifesto degli Errori)]
Questo è un modello per il mio lavoro, e non intende essere una formula defintiva per scrivere musica, né da parte mia, né di altri.
1. L'uso di suoni preconfezionati non è consentito. Dettagli all'articolo 2. In particolare:
- Niente drum machines.
- Niente sintetizzatori.
- Niente suoni pre-programmati.
2. Solo i suoni generati all'inizio del processo compositivo, o quelli presi dall'archivio personale dell'artista e precedentemente inutilizzati, sono disponibili al campionamento.
3. Il campionamento di musica altrui è rigorosamente proibito.
4. Nessuna simulazione di strumenti acustici tradizionali è consentita, laddove sussistano le possibilità finanziare e fisiche di usare quelli veri.
5. L'inclusione, sviluppo, propagazione, esistenza, simulazione, riconoscimento, diritto, modello, bellezza di ciò che comunemente conosciamo come “accidentale”, è incoraggiato. Inoltre, nella composizione, esso ha uguale diritto delle azioni e decisioni compositive deliberate, conscie e premeditate.
6. Il banco mixer non deve essere risettato prima dell'inizio di una nuova traccia, in vista di applicare un'equalizzazione random e un settaggio di effetti attraverso i nuovi suoni. Una volta che l'ordinamento e la registrazione di musica nuova hanno preso il via, il banco deve essere usato normalmente.
7. Tutti i settaggi di effetti devono essere configurati: nessun preset di fabbrica, o patch pre-programmato è consentito.
8. I campionamenti non devono essere troncati della coda. Parti significative della registrazione spesso si trovano proprio lì.
9. Deve essere presa notazione dei suoni usati, ed essere resa pubblica.
10. La lista dell'equipaggiamento tecnico deve essere resa pubblica.
11. Opzionale: i remix devono essere completati usando solo i suoni forniti dall'artista originale.

Matthew Herbert (2005; revisited 2011)
(da: matthewherbert.com)