Teatro Municipale Valli
Giovedì 15 marzo 2018, ore 20.30

Mahler Chamber Orchestra
François-Xavier Roth, direttore
Jean Guihen Queyras, violoncello

B. Bartók, Danze popolari rumene (versione per orchestra d’archi)
F. J. Haydn, Concerto n. 2 in re maggiore per violoncello e orchestra, Hob:VIIb:2
B. Bartók, Divertimento per archi
F. J. Haydn, Sinfonia n. 96 in re maggiore “Il miracolo” Hob:I:96


Bartók nacque in una cittadina ungherese (oggi rumena), Haydn operò lungamente alla corte Esterházy in Ungheria (oggi Austria). Due compositori, come l’incertezza dei confini testimonia, separati da un terremoto: la caduta dell’Impero asburgico. Ma queste erano terre piene di tesori musicali, violini, orchestre aristocratiche, straordinarie musiche folcloriche. E su tale sfondo, Haydn e Bartók si prestano a un rispecchiamento complementare, fatto di affinità e divergenze.
Concerto e Sinfonia sono entrambi frutto della vena compositiva matura di Haydn; l’elaborazione tematica si consolida in un’arte sapiente che sa sia aderire allo schema (sonatistico), sia infrangerlo – un’arte cui s’aggiunge, naturalmente nel Concerto, il gusto della divagazione virtuosistica negli slanci del solista. E se i temi di Haydn hanno il carattere semplice e schietto di una generica fonte popolare, Bartók ci fa scoprire le complessità e le virtù fondative delle musiche popolari. Lo fa, oltre che da artista, da scienziato, pioniere della metodologia etnomusicologica. Le Danze e il Divertimento sono ricchi di sapori folcloristici (modali, ritmici) persino arcaici, ma che suonano nuovi nel momento in cui Bartók li eleva a base di un nuovo linguaggio della modernità; nel Divertimento s’aggiunge un voluto riferimento, già nel titolo, all’epoca di Haydn.
Da piccole località nella province dell’Impero, due destini in definitiva incrociati, parimenti destinati al cosmopolitismo: Haydn approda a Londra da libero professionista, Bartók negli Stati Uniti.