Teatro Cavallerizza

LOU REED'S METAL MACHINE MUSIC

Zeitkratzer Ensemble
Reinhold Friedl, piano e direzione artistica

“Ritratti con ensemble” - Concerto
Prima italiana della full-version in 4 parti

Zeitkratzer
Reinhold Friedl, pianoforte e direzione artistica
Burkhard Schlothauer, violino
Christian Messer, viola
Ulrich Maiß, violoncello
Alexander Frangenheim, contrabbasso
Ulrich Krieger, sassofoni soprano e tenore
Franz Hautzinger, tromba
Melvyn Poore, tuba
Luca Venitucci, accordeon
Adam Weisman, percussioni
Andreas Harder, light concept

Metal Machine Music di Lou Reed è probabilmente il lavoro più incompreso mai creato da un musicista popolare. Il doppio album originale (1975) era fatto essenzialmente di rumore – fischi di feedback, ronzii di amplificatori, stridori elettronici strazianti. Si convenne all’epoca che quella non fosse musica, ma bensì una protesta indirizzata da Reed alla sua casa discografica, la RCA.
Non tutti sanno che musicisti d’avanguardia come John Cage, LaMonte Young, Iannis Xenakis e il suo partner nei Velvet Underground, John Cale, hanno avuto notevole influenza sul modo in cui Reed concepiva la composizione, persino nelle sue più accessibili canzoni rock&roll.
Oggi MMM è accettato dall’avanguardia, altamente riconosciuto per il suo contributo al movimento “free music” nella cultura popolare.
I membri di Zeitkratzer hanno ascoltato in profondità l’album di Reed, e trascritto minuziosamente i suoni per una partitura di strumenti acustici che l’ensemble esegue dal vivo. Chi ha familiarità con il criticatissimo doppio album originale potrà ben chiedersi come i membri ne siano usciti…
Racconta Lou Reed: «Zeitkratzer mi contattò: “Possiamo suonare Metal Machine Music dal vivo?”
Dissi loro: “Non è una cosa che si può fare.”
Dissero: “L’abbiamo trascritta. Lascia che te ne spediamo pochi minuti a facci sapere.”
La spedirono, la ascoltai, e c’era tutto. Era incredibile.
Dissi “Mio Dio! Okay, si fa.” […]»

La trascrizione di Ulrich Krieger e Luca Venitucci è una partitura di 34 pagine, un vero capolavoro di orchestrazione per gli impasti strumentali inauditi e la musicalità inattesa e fuori dagli schemi.