leggi la scheda didattica



Diversi motivi ci hanno fatto apprezzare subito questa storia e decidere di farne uno spettacolo teatrale.
“Il sogno di Tartaruga” è innanzitutto una storia di animali. Gli animali, oltre a catturare immediatamente la curiosità e la simpatia dei bambini, rappresentano un elemento fondamentale della fiaba, nel quale ci si identifica, oppure di cui si ha paura o che si investe di poteri straordinari e diventa benefattore o elemento magico. (vedi Propp: Morfologia della fiaba). In questo caso Tartaruga diviene elemento di identificazione come personaggio positivo: come i bambini Tartaruga ha tanti amici, Tartaruga sogna, anche i bambini sognano...
Ma soprattutto questa storia parla di un grande sogno da realizzare. Ci insegna a credere fortemente nei nostri sogni, a lottare per essi, soprattutto se questi sogni sono rivolti al bene non solo nostro, ma di tutti. Tartaruga camminerà, soffrirà, si batterà fino in fondo e, pur con qualche momento di sconforto, alla fine la sua tenacia sarà giustamente premiata.
Lo spettacolo IL SOGNO DI TARTARUGA inoltre consente diversi piani di lettura e proposte di lavoro agli insegnanti e ai bambini sia della scuola elementare che materna. Le proposte che elenchiamo di seguito sono state in parte elaborate in collaborazione con le insegnanti delle scuole materne ed elementari, che hanno utilizzato questa storia e questo spettacolo come progetto di lavoro per l’intero anno scolastico.

Educazione musicale
La musica gioca un ruolo fondamentale nella nostra messinscena, accompagnando ogni momento saliente della vicenda. I vari personaggi sono caratterizzati ognuno da un ritmo e un motivo musicale diverso.
Tutte le musiche sono eseguite dal vivo su strumenti musicali “etnici”, provenienti perlopiù dall’Africa, ma anche dall’Oceania, dall’Asia e dall’America del Sud. Ogni rappresentazione è seguita dall’illustrazione e spiegazione dei vari strumenti utilizzati, con il coinvolgimento dei bambini nell’esecuzione dei diversi ritmi già proposti durante lo spettacolo.
In particolare sono utilizzati questi strumenti musicali:
BALAPHON: xilofono africano con alcune zucche come amplificatori del suono, (per il personaggio della Tartaruga)
AFFUSCE’: grande zucca, avvolta in una rete di piccoli semi, che producono il suono per sfregamento. (per il personaggio dello Struzzo)
DJEMBE’: tamburo di legno e pelle di capra (per il personaggio della Scimmia)
Grande CANNA DI BAMBU’ battuta con assicelle di legno (per il personaggio della Iena)
TAMA o tamburo parlante nel quale tirando alcune corde si può regolare l’altezza del suono (per il personaggio di Nonna Koko)
GOKAGUI: campanaccio metallico a due suoni (per il personaggio della Iena)
FLAUTO DOLCE (per il personaggio della Farfalla)
Inoltre vari tipi di CAVIGLIERE, fatte di materiali naturali come semi di carruba (dall’Africa), SONAGLIERE con unghie di capra (dal Perù), legno intrecciato e semi (dall’Africa).

Educazione ambientale
Ma vi è un altro protagonista nella storia: L’ALBERO. Un albero generoso, carico di frutti che gli animali mangeranno. E da sempre l’albero è un elemento naturale di grande forza e fascino, venerato e rispettato in tutte le culture e oggi al centro di grandi discussioni di carattere ambientale.
Nella nostra storia l’albero è la fonte della vita, ciò in cui occorre credere fino in fondo, è il sogno da realizzare perché ci sia la felicità. E Tartaruga è il personaggio che crede nella forza dell’ albero. Non a caso la saggezza della Tartaruga è legata alla sua lentezza, si direbbe quasi una saggezza antica, perché Tartaruga è lenta in un mondo che tende ad andare di fretta e a dimenticare alcuni valori fondamentali, soprattutto quelli legati alla salvaguardia dell’ambiente.
Sappiamo bene come la deforestazione del pianeta rappresenti uno dei più allarmanti problemi di oggi e come questo fenomeno riguardi in particolare alcune regioni come l’Amazzonia e l’Africa centrale. Il legname così procurato prende la rotta dei paesi occidentali ricchi, spesso solo per soddisfare le nostre richieste di cose superflue.

Educazione alla diversità
La storia dell’albero magico viene dall’Africa centrale, una regione lontana e diversa, piena di suggestioni, che ci chiama alla memoria ritmi e colori, una natura esuberante e spesso crudele, immagini lontane ma dal forte richiamo. Una storia ambientata nella savana, un tipo di ecosistema particolare dell’Africa nera, con flora e fauna peculiari, e protagonisti sono proprio i tanti animali che popolano la savana, animali che non siamo soliti vedere se non sui libri o nei documentari televisivi, ma capaci di attirare subito la curiosità di tutti.
La storia evoca inoltre concetti come il caldo e la fame che subito chiamano alla mente l’Africa e le sue problematiche.

Ma questa fiaba ci pone a contatto con una cultura legata a valori antichi, dove gli animali parlanti si trovano molto spesso come fonte di saggezza e di insegnamento, dove gli anziani sono ancora portatori della conoscenza, dove la musica scandisce i tempi e i momenti fondamentali nella vita degli uomini.
Ultimo aggiornamento: 28/07/10