Teatro Municipale Valli
Venerdì 4 novembre 2016 ore 20.00, domenica 6 novembre 2016 ore 15.30

La Traviata

Opera in tre atti di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi

Personaggi e Interpreti principali
 
Violetta Valery                   Mihaela Marcu/ Claudia Pavone
Flora Bervoix                     Daniela Innamorati
Annina                               Alessandra Contaldo
Alfredo Germont                Antonio Gandia/ Ivan Ayon Rivas
Giorgio Germont                Marcello Rosiello
Gastone                             Giuseppe Distefano
Barone Douphol                 Davide Fersini
Marchese d’Obigny            Matteo Mollica
Dott. Grenvil                       Shi Zong
 
Orchestra dell’Opera Italiana
Coro Claudio Merulo di Reggio Emilia
 
Direttore Francesco Lanzillotta
Regia Alice Rohrwacher
Scene Federica Parolini
Costumi Vera Pierantoni Giua
Luci Roberto Tarasco
Movimenti coreografici Valentina Marini
Aiuto regia Danilo Rubeca
Maestro del coro Martino Faggiani
 

Tutti i costumi indossati da Violetta e un costume indossato da Flora sono stati creati in esclusiva da

Nuovo allestimento
 
Coproduzione Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Teatro Sociale di Como/Aslico, Fondazione Teatro Grande di Brescia, Fondazione Teatro Ponchielli di Cremona, Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo, Fondazione Teatro Fraschini di Pavia.

Giovedì 3 novembre, ore 18.00, Teatro Cavallerizza, Alice Rohrwacher, regista e Franceso Lanzillotta, direttore d'orchestra, raccontano al pubblico la loro Traviata.  Introduce il direttore artistico della Fondazione I Teatri, Gabriele Vacis. L'ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

“Chi è per noi Violetta? Violetta è un personaggio vasto come il canto che la rappresenta, e potremmo trovare tanti modi per descriverla. In questo spettacolo sono partita dalle ultime parole del bel lavoro di Lella Costa su Traviata: Violetta è una bellissima bambina. E’ la a storia di una ragazza a cui accade un avvenire smisurato e difficile da sostenere, che la eleva su tutti ma la travolge.
Racconto semplice e umano, che scandaglia l'anima di un personaggio piuttosto che narrare un'avventura: questa è per noi Traviata, questo è il motivo per cui non è  "contemporanea", bensì fuori del tempo.
L’opera è ambientata inizialmente in un set cinematografico irreale: è un set dell’anima di Violetta, è una grande valle desolata ricoperta da un tappeto chiaro: interno ed esterno non sono più divisibili, si uniscono, si confondono. Siamo quindi in un luogo astratto eppure con dei richiami concreti e realistici, fuori dal tempo.
Per me è impensabile collocare l'opera in una epoca storica precisa e riconoscibile. Solo Violetta vive e vivrà nel suo mondo, con il suo costume ottocentesco, di cui - pian piano - si libererà. Abbiamo pensato anche di inserire alcune proiezioni video: le prime che riprodurranno le scene che verranno riprese sul set, le seconde più intime e familiari.”
 L'immagine che abbiamo scelto per raccontare Traviata - spiega inoltre la regista -  evoca le mani di una bambina che sta facendo "m'ama non m'ama" con una margherita. E' il gesto che ha reso famosa Violetta e che ci ha permesso di dire che lei è, sì, Violetta, la prostituta, la mantenuta, ma il cuore del suo gesto è giovane, spontaneo. E in un momento dell'opera riusciremo a vedere, attraverso di lei, anche quella bambina che è stata".
Alice Rohrwacher, regista