Teatro Cavallerizza
Domenica 17 marzo 2019, ore11.00

La mente inquieta. Saggio sull’Umanesimo

di Massimo Cacciari
con l’autore dialoga Michelina Borsari

ATTENZIONE! L'INCONTRO E' STATO SPOSTATO DAL RIDOTTO DEL TEATRO VALLI AL TEATRO CAVALLERIZZA

Umanesimo come scuola di retorica, culto dei latini e dei greci, nascita della filologia? Massimo Cacciari ci fa capire come le cose siano più complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada in realtà inserita in un progetto culturale più ampio nel quale l'attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest'ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo un a visione tradizionale del Rinascimento. C’è un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente «anti-dialettico», in cui le polarità opposte non si armonizzano né vengono sintetizzate.
 
M. Cacciari, La mente inquieta, Einaudi 2019


Massimo Cacciari
È professore emerito di Estetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha rivolto la sua attenzione alla crisi dell’idealismo tedesco e dei sistemi dialettici, valorizzando la critica della metafisica occidentale propria di Nietzsche e di Heidegger e seguendo la genealogia del pensiero nichilistico nei classici della mistica tardo-antica, medievale e moderna. Tra le sue opere recenti: Della cosa ultima (Adelphi, 2004), Dallo Steinhof. Prospettive viennesi del primo Novecento (Adelphi, 2005), Tre icone (Adelphi, 2007), La città  (Pazzini, 2009), Hamletica (Adelphi, 2009),  Il dolore dell’altro. Una lettura dell’Ecuba di Euripide e del Libro di Giobbe (Saletta dell'Uva, 2010), Io sono il Signore Dio tuo (con P. Coda, Il Mulino, 2010), Ama il prossimo tuo (con E. Bianchi, Il Mulino, 2011), Doppio ritratto. San Francesco in Dante e Giotto (Adelphi, 2012), Il potere che frena (Adelphi, 2013), Labirinto filosofico (Adelphi, 2014), Filologia e filosofia (Bononia University Press, 2015), Re Lear. Padri, figli, eredi (Saletta dell'Uva, 2015), Occidente senza utopie (con P. Prodi, Il Mulino, 2016), Generare Dio (Il Mulino, 2017).
 
Michelina Borsari
È componente del Comitato scientifico del festivalfilosofia, dopo esserne stata ideatrice e direttrice dal 2001 al 2016. Di formazione filosofica, nella sua vita professionale ha coniugato la ricerca con la progettazione di strumenti istituzionali, editoriali, formativi per valorizzare le discipline umanistiche e innovare la comunicazione pubblica della cultura. Ha partecipato alla fondazione di riviste, collane editoriali, premi letterari, facoltà universitarie. Dal 1987 al 2008 ha diretto le attività di formazione e ricerca della Fondazione Collegio San Carlo di Modena, dando vita anche alla Scuola dottorale internazionale “Scienze della cultura” (nel 1995). Ha insegnato all’Università di Modena e Reggio Emilia (2005-08) e tenuto lezioni in innumerevoli atenei italiani. Ha curato, tra gli altri: (con G. Celati) Il semplice. Almanacco delle prose n.3, per Feltrinelli, Salute e salvezza. L’elaborazione religiosa della malattia e della guarigione e (con D. Francesconi) Martirio. Il sacrificio di sé nelle tradizioni religiose per Bper.