Teatro Municipale Valli

ISABELLE FAUST, violino
ALEXANDER MELNIKOV, pianoforte


Mendelssohn, Sonata per violino e pianoforte n. 2 in fa minore op.4
Bartók, Sonata  per violino e pianoforte n. 2
Busoni, Sonata per violino e pianoforte n. 2 in mi minore op. 36a

È un Mendelssohn quattordicenne quello che nel 1823, forte già di una precoce quanto ricca esperienza compositiva, scrive la sua seconda sonata per violino e pianoforte: la sua impronta originale si impone dalle primissime note, un recitativo del violino solo.
La sonata rimase banco di prova e luogo di sperimentazione irrinunciabile per i compositori ben oltre il periodo classico: un secolo dopo Mendelssohn, Bartók componeva la sua Seconda sonata (1922), che rientra nel periodo centrale della sua produzione, caratterizzato dalla rielaborazione di suggestioni popolari, da un’energia ritmica basata sulla percussività, da una ricerca timbrica che vive di un’armonia ai limiti dell’atonalità.
Busoni considerava la sua Seconda sonata per violino e pianoforte, pubblicata nel 1901, come il momento di svolta della sua evoluzione, il pezzo attraverso cui aveva trovato “in un senso ideale la propria strada come compositore”. Significativo che questa scoperta avvenisse sotto il segno di J.S. Bach: la parte finale della Sonata è infatti costituita da una serie di Variazioni sul corale “Wie wohl ist mir”.


Isabelle Faust
"Il suo suono possiede passione, slancio e elettricità, ma anche un disarmante calore e dolcezza che svelano improvvisamente gli aspetti più intimi del lirismo". (New York Times)
Isabelle Faust ha maturato una prospettiva sulla musica per cui ogni nuova esperienza e scoperta sono l’interesse principale. Avendo fondato un quartetto d’archi a undici anni, le sue prime esperienze di musica da camera hanno prodotto in lei la convinzione che suonare è un processo di dare e prendere, in cui l’ascoltare è altrettanto importante quanto l’esprimere la propria personalità.
La vittoria al Leopold Mozart Competition del 1987, a 15 anni, ha favorito la sua carriera da solista, ma i principi della musica da camera sono per Isabelle Faust sempre presenti. In Christoph Poppen, a lungo primo violino del Cherubini Quartet, ha trovato un insegnante che ha condiviso queste convinzioni musicali. Sia nel suonare Sonate che Concerti, Faust cerca costantemente il dialogo e lo scambio di idee musicali. Dopo aver vinto il Concorso Paganini nel 1993, si è trasferita in Francia, dove ha sviluppato il repertorio francese, in particolare la musica di Fauré e Debussy. Si è imposta all’attenzione internazionale colle sue prime registrazioni – le Sonate di Bartók, Szymanowski e Janácek – ed ha gradualmente approfondito le opere più importanti del repertorio per violino.
Nel 2003, Isabelle Faust ha pubblicato il suo primo disco con orchestra, il Concerto di Dvorák. Avendolo eseguito la prima volta a 15 anni con Yehudi Menuhin, quest’opera è rimasta sempre un caposaldo del suo repertorio. La pubblicazione nel 2007 del Concerto di Beethoven riflette la sua immersione nella pratica esecutiva d’epoca – non interpretata dogmaticamente bensì utilizzandola come una sfida per dare significato e sostanza ad ogni nota, allo scopo di comprenderne il significato. Per Faust, l’importanza di un dialogo musicale è necessaria per stabilire un linguaggio comune tra gli esecutori, dando agli artisti la possibilità di eseguire un Concerto di Mozart con un ensemble “filologico” come Concerto Köln come anche con le grandi orchestre sinfoniche.
E’ questa volontà di aprirsi a linguaggi musicali diversi che ha reso Isabelle Faust una apprezzata interprete di musica contemporanea. La lista delle opere di compositori che ha suonato in prima esecuzione va da Olivier Messiaen a Werner Egk e Jörg Widmann. E’ una fervente divulgatrice della musica di György Ligeti, Morton Feldman, Luigi Nono e Giacinto Scelsi, come di opere dimenticate quali il Concerto per violino di André Jolivet. Nel 2009 ha suonato in prima esecuzione opere a lei dedicate dei compositori Thomas Larcher e Michael Jarrell.
Isabelle Faust può essere ascoltata con il suo partner musicale, il pianista Alexander Melnikov, nelle registrazioni per harmonia mundi; recentemente in opere di Johannes Brahms con strumenti originali. Le Sonate complete di Beethoven hanno ricevuto lo Choc di “Classica”, il “German records Critics’ Award” e l’ECHO Klassik Award. La sua ultima registrazione delle Partite e e Sonate di Johann Sebastian Bach è stata premiata con il “Diapason d’Or Arte”.
Un numero crescente di orchestre e direttori apprezzano le qualità musicali di Isabelle Faust: Claudio Abbado, Charles Dutoit, Daniel Harding, Heinz Holliger, Mariss Jansons, le orchestre Berliner Philharmoniker, Munich Philharmonic, Orchestre de Paris, Boston Symphony Orchestra, le Orchestre della BBC e la Mahler Chamber Orchestra tra i tanti. Questi musicisti e ensemble hanno apprezzato nel tempo le qualità di Isabelle Faust: non solo per come domina lo strumento e interpreta il repertorio, ma anche per il fatto che esplorare in profondità la musica sia il cuore stesso del suo lavoro.
Isabelle Faust suona lo Stradivari “Bella Addormentata” del 1704, datole in prestito dalla L-Bank Baden-Württemberg.


Alexander Melnikov è considerato uno dei migliori pianisti russi della sua generazione. E’ nato a Mosca nel 1973 ed ha iniziato gli studi musicali all’età di 6 anni alla Scuola Centrale di Musica di Mosca: ha proseguito al Conservatorio Tchaikovsky diplomandosi nel 1997 con Lev Naumov. Ha completato gli studi a Monaco con Elisso Wirssaladze e alla Fondazione per il Pianoforte (Lago di Como) dove ha studiato con Andreas Staier e Carl-Ulrich Schnabel tra gli altri. Da studente ha vinto molti concorsi internazionali (Schumann, Zwickau nel 1989 e Queen Elisabeth, Bruxelles nel 1991 tra gli altri).
Alexander Melnikov collabora con orchestre quali la Russian National Orchestra e Tokyo Philharmonic dirette da Mikhail Pletnev, Leipzig Gewandhaus e Philadelphia Orchestra con Charles Dutoit, Rotterdam Philharmonic con Valery Gergiev, St. Petersburg Philharmonic con Yuri Temirkanov e poi Royal Concertgebouw Orchestra, NHK Symphony Orchestra, BBC Philharmonic e BBC Symphony, tra le altre. Suona anche il fortepiano, collaborando regolarmente con Concerto Köln e Philippe Herreweghe.
In recital, Melnikov è presente nelle sale più importanti del mondo quali Concertgebouw, Santory Hall, Alte Oper Frankfurt, Queen Elisabeth e Théâtre Le Chatelet di Parigi. Melnikov ha avuto intensi legami artistici con Sviatoslav Richter nei suoi ultimi anni di vita, in cui lo invitava regolarmente ai suoi festival di Mosca, e di Grange du Meslay (Tours, Francia).
La musica da camera ha un ruolo importante nell’attività di Melnikov. Tra il 1993 e il 2003 ha suonato con Vadim Repin, e attualmente forma un duo con Isabelle Faust. Le collaborazioni comprendono Natalia Gutman, Yuri Bashmet, Alexander Rudin, Pieter Wispelwey e Jean-Guihen Queyras. In piano-duo suona con Andreas Staier, Boris Berezovsky e Alexei Lubimov.
Melnikov è stato nominato BBC New Generation Artist dal 2000 al 2002 e i suoi concerti vengono trasmessi regolarmente dal BBC Radio 3, inoltre suona e incide con le Orchestre della BBC.
Dal 2004 incide per Harmonia Mundi France ed ha pubblicato dischi da solista con musiche di Brahms, Rachmaninow e Scriabin, nonché musica da camera con Isabelle Faust, Jean-Guihen Queyras e Teunis van der Zwart. Sono state pubblicate nel 2009 tutte le Sonate di Beethoven con Isabelle Faust, e nel 2010 i Preludi e Fughe di Shostakovich.
Dal 2002 Alexander Melnikov insegna pianoforte al Royal Northern College of Music di Manchester. Oltre al tempo dedicato al pianoforte, Melnikov si distingue anche nel campo dell'aeronautica essendo un'esperto pilota.