Teatro Ariosto

IL SIGNOR ROSSI E LA COSTITUZIONE

Venerdì 19 dicembre, ore 21.00: turno verde
Sabato 20 dicembre, ore 21.00: turno blu
Domenica 21 dicembre, ore 15.30: turno rosso


Sono quasi cinque anni che Paolo Rossi va in giro per l'Italia con la sua Compagnia del Teatro di Rianimazione stravolgendo testi classici - da Shakespeare a Molière - e riconsegnandoli al pubblico in serate di puro happening recitato con e per loro, e mai semplicemente al pubblico.
Ora è il momento di tornare al monologo, ma sempre puntando alla performance totale, con musicisti e sorprese che di sera in sera modificheranno lo spettacolo ad ogni replica. È il momento del monologo per avere uno spettacolo più agile e più adattabile alla situazione mondiale e italiana in continua e rapida evoluzione; è il momento del monologo per far tesoro delle importanti esperienze in compagnia e così rifertilizzare vecchie tecniche e inventarne di nuove all'interno di un genere che Paolo Rossi padroneggia da sempre e come tutti i primi amori, ama alla follia; è il momento del monologo perché poi vero monologo non sarà: recitando appunto con il pubblico e sfondando la quarta parete sarà un continuo dialogo, anche perché per far accadere il teatro bisogna essere almeno in due.
Potrebbe sembrare un ritorno ai primi spettacoli, e in parte lo è: lo è per l'impegno, lo è per l'urgenza di dire le cose come le si pensa veramente, lo è per l'energia che necessariamente bisogna metterci, lo è per il ritorno alla canzone, alle affabulazioni, ai cantastorie; è un ritorno ai primissimi spettacoli ma non un passo indietro: l'eredità degli happening di delirio organizzato con una compagnia composita di guitti del Duemila che sconquassa la scena rimane fondante, fa ormai parte del DNA, è e rimane ineliminabile, fertile, sempre presente. Sarà un nuovo passo avanti, adoperando tutte le armi affinate e affilate durante decenni di pratica.
Se nel Romeo & Juliet si attraversava il testo assieme agli spettatori, i quali venivano chiamati a fare gli attori dal momento che questi ultimi si improvvisavano guide, se in Questa sera si recita Molière il passo fu quello della sintesi chimico-alchemica fra un canovaccio e la realtà odierna, ne Il signor Rossi e la Costituzione Paolo Rossi farà da guida attraversando il testo della nostra Legge Fondamentale, testo che verrà sfruttato come un vero e proprio canovaccio che meglio di ogni altro può descrivere la nostra realtà contemporanea. Paolo Rossi farà da guida, cicerone, capo-popolo, presidente d'assemblea; prenderà la parola in questa importante riunione del condominio Italia.
Il sottotitolo del nuovo spettacolo recita "Adunata popolare di delirio organizzato". Il delirio organizzato di Paolo Rossi oramai lo si conosce, l'adunata popolare è perché l'art. 17 della Costituzione decreta e tutela il diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi, e siccome le armi della poesia di pasoliniana memoria non sono ancora contemplate fra le armi improprie, si è deciso di avvalersi di questa legge per chiamare i cittadini a trovarsi in un luogo pubblico per parlare della Costituzione, per conoscerla prima di vederla modificata, per discuterla, magari per riscriverla, certamente per capirla, scandagliarla, renderla fruibile.
Lenny Bruce dei Navigli.
È l'appellativo, il nome di battaglia dato una volta a Paolo Rossi, Story-Teller naturale classe young, taglia peso piuma.
Uno cui la statura da fantino non impedisce di picchiare duro, al cuore e allo stomaco, recitando.
Un irregolare, uno fuori-del-mucchio.
Uno che se l'è presa coi cinghiali e con gli eiaculatori precoci, che ha lanciato anatemi di siderale nefandezza, che ha reclamato con cinismo, grazia e surrealtà per conto di studenti veri uccisi da poliziotti veri.
Uno, infine, che ha avuto l'immenso merito di accostare i pubblici del teatro e dei tendoni rock, e tanti dei suoi monologhi volano infatti come canzoni, hanno una presa mass-mediologica che non conosce l'accademismo dei sipari, gli steccati delle poltronissime, il coma profondo e soporifero degli abbonati.