Teatro Cavallerizza

HOMMAGE À PIERRE BOULEZ

con un'Offerta a Johann Sebastian Bach
Icarus Ensemble - Anna Radziejewska mezzosoprano
Marco Angius direttore

“Ritratti con ensemble” - Concerto

Icarus Ensemble
Giovanni Mareggini, flauto - Luciano Cavalli, viola - Giacomo Baldelli, chitarra - Brian Archinal, vibrafono - Simone Beneventi, xilomarimba - Alessandro Carobbi, percussioni
Leonardo Zunica, pianoforte
Anna Radziejewska, mezzosoprano
Marco Angius, direttore

Johann Sebastian Bach, Das musikalische Opfer (L'Offerta musicale), selezione
Pierre Boulez, Douze Notations, per pianoforte
Pierre Boulez, Le Marteau sans maître (testo di René Char) per mezzo soprano e 6 strumenti

«La mia indole tende a costruire regole per avere, successivamente, il piacere di distruggerle.»
(P. B.)

Un ritratto di Pierre Boulez attraverso la sua composizione più famosa, Le Marteau sans maître (1954), uno dei cardini della musica della seconda metà del XX secolo, un'avventura sonora abbacinante, costruttiva e poetica al tempo stesso; e le 12 Notations (1945) per pianoforte, fulminee ed energetiche. Dopo le devastazioni materiali e spirituali della guerra mondiale, la ricostruzione europea, il riannodarsi delle relazioni fra gli uomini, passò anche attraverso la musica, specialmente nei memorabili Corsi di Nuova Musica che si tennero a partire dal 1946 nella cittadina tedesca di Darmstadt, all'insegna di uno spirito di radicale innovazione dei linguaggi sonori in senso strutturalista. Boulez è portatore lucidissimo di tale spirito, non soltanto come compositore, ma anche come organizzatore, polemista e interprete.

La dialettica fra struttura ed espressione – oggetto di costante ricerca in Boulez – è alla base dell'accostamento/contrapposizione con Johann Sebastian Bach, essendo la Musikalische Opfer (Offerta musicale) uno dei luoghi bachiani in cui più efficacemente si attua il miracolo di tale sintesi.
L'Offerta venne scritta da Bach senza indicare la destinazione strumentale, il che offre l'occasione di “riempirla” di suoni nuovi, utilizzando l'organico bouleziano – voce, flauto, viola, xilofono, vibrafono, chitarra –, bizzarro a tutta prima, ma in effetti rispondente a un preciso piano di contiguità timbriche... un “offerta” a Bach, attraverso la lente di Boulez.