Teatro Municipale Valli
Venerdì 10 novembre 2017 ore 20.30

Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto

Non sapevano dove lasciarmi / Wolf

Non sapevano dove lasciarmi…
 coreografia di Cristiana Morganti
 musiche di autori vari a cura di Cristiana Morganti: Karen Dalton, Peaches, Uhuhboo Project, Joao Gilberto, The Bad Plus, Horace Silver, Big Business
 costumi Cristiana Morganti e Francesca Messori
 luci Carlo Cerri

Wolf
coreografia, musica, luci e costumi Hofesh Shechter
rimontata per Aterballetto da Sita Ostheimer, assistente alla coreografia 
Richard Godin – Lighting Design Associate
additional Music Verdi, Bach, ATM and Dance Music by Ophir Ilzetzki
realizzazione costumi Sartoria Aterballetto – Francesca Messori, Nuvia Valestri

Una nuova serata per Aterballetto con due nuove creazioni per la Compagnia di Cristina Morganti e Hofesh Shechter.
La creazione di Cristiana Morganti, storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch e oggi coreografa apprezzata e richiesta in tutta Europa, parte dalla constatazione della grande confusione che attraversa la contemporaneità. Confusione di linguaggi, immagini e suoni che determina le nostre vite. Come sempre, per Cristiana Morganti è importante far emergere una chiara identità e storia per ciascuno dei suoi interpreti. Quasi un immaginario teatrale, tracciato solo con lo strumento del corpo.
Onesta e cruda, spiritosa e sofisticata è invece la nuova creazione di Hofesh Shechter, che muove da un lavoro precedente, e viene qui ricreata appositamente e ispirata dai danzatori di Aterballetto.

Non sapevano dove lasciarmi…
Avevo un’idea precisa, un tema che volevo investigare e sviluppare quando sono arrivata a Reggio Emilia per la prima sessione di prove con i danzatori dell’Aterballetto.
Ma dopo due giorni di lavoro mi sono resa conto che quello che veramente mi interessava erano proprio loro, i danzatori stessi: le loro storie, le diverse personalità, la loro fantasia creativa.
Ho deciso dunque di abbandonare “l’idea” iniziale e di creare uno spettacolo per loro e con loro, un viaggio vertiginoso nella vita di un danzatore.
 Mi sono infatti sempre domandata: perché si fa una scelta professionale così difficile, una scelta che comporta grandi sacrifici, disciplina, fatica e dolori.
A volte si comincia a danzare da bambini e solo in età adulta ci poniamo le vere domande: l’abbiamo veramente scelto o è successo? E perché abbiamo scelto proprio quello stile di danza e non un altro?
 Partendo da elementi autobiografici, ho voluto giocare su aspetti della danza e della vita, in una dinamica che annulla continuamente il sottile confine tra il dentro e fuori scena, tra realtà e finzione.
 Il fatto che i danzatori dell’Aterballetto appartengano a una tradizione di movimento così diversa dalla mia, è stato determinante perché mi ha obbligata a riflettere e a cercare costantemente un punto d’incontro, una strada per farli sentire a loro agio col mio metodo di lavoro, che si nutre oltre che di danza anche di teatralità, di gesti e di azioni quotidiane.
 La sfida per me era di riuscire a rivelare al pubblico l’unicità di questi interpreti come artisti completi, al di là delle loro straordinarie capacità tecniche.
Cristiana Morganti

Wolf 
Quasi 7.106 lingue dividono la razza umana. Circa 3,8 miliardi di anni di evoluzione separano tutte le forme di vita sulla Terra. Questa sera, tutte queste barriere crolleranno. Questa sera, 3,8 miliardi di anni di evoluzione si dissolveranno al ritmo di un tamburo. Questa sera, 7.106 lingue moriranno. Lasciatevi catturare dall’umorismo e dalla forza di questa nuova creazione di Hofesh Shechter, adattamento di una precedente opera, creata appositamente per e ispirata dai ballerini di Aterballetto.
 
Questo coreografo di origine israeliana è una delle punte di diamante della scena della danza britannica, creatore di opere piene di energia cruda e viscerale, realizzate su colonne sonore percussive che compone lui stesso.” The New York Times