Teatro Ariosto

FÁTIMA MIRANDA

Lato REC
Diapasión


Concerto-performance per voce sola


PROGRAMMA
Diapasión
Entre Nosotros -Epitafio a las ballenas-
Desasosiego
Tala Tala que Tala Tala ¿qué Tal?
percuVOZ
Hálito –interludio en off-
El Principio del Fin
        
Composizione musicale, cantante-performer, vídeo e spazio scenico: Fátima Miranda
Realizzazione del vídeo: Luis Emaldi
Ingegnere del suono: Juan Carlos Blancas Avilés
Tecnico luci: Lola Barroso
Abiti: En Escena
Edizione multipiste: Andrés Vázquez

Nota: tutti i suoni vocali prodotti in questo concerto sono naturali e sono il risultato di tecniche sviluppate da Fátima Miranda. Le voci che accompagnano alcuni brani sono eseguite dall’artista in tracce consecutive. La voce è supportata dalla sola amplificazione, senza manipolazione elettronica.


Chi ascolta questo concerto dice che l’immaginazione lo porta in Africa, in India, in Giappone, verso il mare, nella foresta, in un tempio, in un mercato o a in uno studio di musica elettroacustica. Perché no? Tutti abbiamo in forma diversa una memoria incosciente delle musiche, dei suoni del passato e delle sensazioni ad essi associati; un deposito di tutto ciò che conosciamo, ma di cui non siamo coscienti. Un attento ascolto aiuta le sensazioni più o meno latenti ad emergere.
Dopo anni di studi e ricerche, Fátima Miranda ha sviluppato un repertorio assolutamente personale e innovativo. L’uso che fa della voce sembra andare oltre i limiti del possibile. Nel suo lavoro, ogni possibilità della voce e del canto viene esplorata e realizzata tramite l’utilizzo di tecniche orientali e occidentali o di sua personale invenzione. Alcune tecniche sono multifoniche e coprono uno spazio di quattro ottave, senza alcuna manipolazione elettronica. Il suo virtuosismo comunque non la porta a creare effetti facili o gratuiti.
Nei concerti-spettacolo presenta un ampio ventaglio di stati d’animo che vanno dal contemplativo, intimo e sottile all’ironico e divertito, infantile, sensuale e anche un po’ pazzo. Questo fa si che lo spettacolo sia apprezzato da un pubblico assai eterogeneo, per età, provenienza culturale e geografica. Lo scarso utilizzo di parole intelligibili enfatizza il carattere universale di queste opere, infatti i concerti raccolgono le lodi di critici, intellettuali, poeti, bambini, attori, cantanti lirici e nonnine...
I suoi concerti combinano molteplici elementi: la musica e la voce, concepiti come strumenti musicali, sono sostenuti da un’importante e raffinata componente mimica (a volte coreografata), drammatica (spesso piena di umorismo) e poetica.
Diapasión è un concerto-performance (alcuni lo considerano uno spettacolo multimediale) che mescola elementi diversi in una scenografia molto dettagliata e con un disegno luci estremamente ricercato. Include la proiezione di un video (mostra quattro grandi primi piani di Fátima che canta e balla simultaneamente).
Per le voci di Fátima Miranda, dice Llorenç Barber, “cantare non è una semplice consolazione, né un mettersi in mostra. Piuttosto un vagare tra gli enigmi, un pensare in suoni del quale vale sempre la pena oltrepassare i confini, perché aiuta a liberarsi dall’insana passione per tutto ciò che è certo e sicuro.”


Fátima Miranda è nata a Salamanca e vive a Madrid. Conosciuta come una delle più importanti voci del nostro tempo, nel 1979 è stata fra i membri fondatori dei gruppi d’improvvisazione Taller de Musica Mundana e Flatus Vocis Trio, che si sono dedicati alla poesìa fonetica. Ha registrato The paper opera con il primo, e Grosso Modo con il secondo. Dal 1982 al 1989 ha diretto la Libreria Musicale dell’Università Complutense di Madrid. Nel 1985 ha ricevuto il Nationaì Award of Culture and Communication, conferito dal Ministro della Cultura per il suo libro La Fonoteca (The Sound Library). Nel 1983 ha cominciato a fare ricerca sulla voce e sulla musica vocale tradizionale, ciò l’ha indotta a usare la voce non solo per cantare e parlare, ma anche come uno strumento a fiato e a percussione costruito sui corpo. Questa è la base del suo linguaggio musicale.
Nel 1987-88 ha studiato con la cantante giapponese Yumi Nara imparando il canto armonico mongolo con Trang Quang Hai. Nel 1987 ha intrapreso gli studi di Musica Classica del Nord India in stile dhrupad assieme a diversi membri dell’eminenle famiglia Dagar. Dal 1983 al 1993 ha studiato bei canto con svariati maestri, con l’intenzione di accostare tecniche vocali tradizionalmente considerate incompatibili. Nel 1996 le è stato assegnato il prestigioso premio DAAD, invitata dal Berliner Kunstlerprogramm des Deutscher Akademischer Austausctidienst, come artista residente nella città di Berlino. Ha collaborato tra gli altri anche con Roben Ashiey,
Jean-Claude Eloy, Stefano Scodambblo, John Rose, Stéphane Abboud, Werner Durand, Sacha Waltz. Si esibisce internazionalmente come solista tanto in festival di musica contemporanea e sperimentale, quanto nei circuiti di teatro, poesia sonora e arti performative.