Teatro Cavallerizza

DAMASCO CORNER / VIRGILIO SIENI
MARCO D'AGOSTIN
MATTEO FANTONI

"Off-balance. Danza contemporanea italiana"

ore 18

Damasco Corner / Virgilio Sieni
Atlante del bianco#2

prima italiana

Una compagnia formata da ragazzi non vedenti
su un progetto di Virgilio Sieni

interpretazione e collaborazione Giuseppe Comuniello
musica Francesco Giomi
assistenti Luana Gramegna, Caterina Poggesi

produzione
Regione Toscana
Osservatorio per le Arti Contemporanee dell’Ente Cassa di Risparmio Firenze
Comune di Firenze – Assessorato alla cultura e alla contemporaneità
CANGO – Cantieri Goldonetta Firenze
Accademia sull’Arte del Gesto
Compagnia Virgilio Sieni
con il contributo di Regione Toscana /Stamperia Braille
in collaborazione con Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus – Sezione Provinciale di Firenze



Atlante del bianco#2 vede in scena Giuseppe Comuniello, un giovane ragazzo non vedente, protagonista di un lavoro che ha trovato una sua forma definitiva al termine di un lungo e articolato percorso iniziato nel 2008 da un’idea di Virgilio Sieni.
Si tratta di un progetto dal titolo Damasco Corner nato all’interno dell’Accademia sull’arte del gesto di Firenze che coinvolge nuovi danzatori non vedenti nella ricerca artistica sul gesto poetico, la sua trasmissione, visione e creazione in contesti dedicati alla formazione e alla produzione artistica.
“Giuseppe Comuniello sta diventando un incredibile danzatore. La sua presenza in scena è capace immediatamente di connettere lo spettatore più avvertito a quel processo che Freud chiamava esame della realtà. Un’epifania di performatività e prassi dell’azione scenica di rara intensità e di cui dobbiamo essere davvero grati”.
Stefano Tomassini, Danza&Danza, novembre 2010



ore 19.00

Marco D'Agostin
Viola

coreografia e interpretazione Marco D’Agostin
musiche Ryoij Ikeda
montaggio musicale Giulia Bigi
luci Tiziano Ruggia

Vincitore del Premio del Pubblico e della Giuria - Gd’A Veneto 2010

Viola, il colore associato alla lunghezza d’onda più corta e alla frequenza più alta, il colore del doppio, della transizione ma anche della volontà di essere diversi e della carica erotica. In esso, la vitalità del rosso e l’intimità del blu. La forza che sprigiona: primitiva, violenta, istintiva.
‘Vìola’, la terza persona singolare del presente indicativo di violare, il cui significato centrale è quello di “andare oltre una soglia con un’azione di forza o illecita” e alla cui origine sta forse il termine latino ‘vis’, ovvero ‘forza’.
Viola, ragionamento sulla violenza del porsi e sulle sue conseguenze.



ore 19,30

Matteo Fantoni
Leoni

di e con Matteo Fantoni
musiche di E. Serra, J. Breil, Gogol Bordello, L. Battisti
concetto luci e costume Matteo Fantoni

Leoni è un debutto.
È la prima rappresentazione del pezzo che Fortunato Fiorucci ha preparato per più di cinque anni nel suo garage.
È il risultato del suo lavoro quotidiano di “allenamento del coraggio”.
Il coraggio di andare oltre i propri limiti, di alzarsi ogni mattina per andare a fare un lavoro che non gli piace, di superare le sue paure, di rischiare, di fare una telefonata, di licenziarsi, di parlare, di accettare il proprio giudizio, di vivere.
Fortunato si aiuta come può, si carica con la musica, si protegge: solo sentendosi sicuro potrà vincere le sue paure più grandi?
Ecco quindi il risultato di anni di lavoro in solitudine, di serale allenamento, di prove, di conquiste, di errori e di verifiche, per arrivare, forse, alla fine, semplicemente a vivere.
Leoni è un pezzo assurdo, è un pezzo tragico travestito da comico, è qualcosa che appartiene a tutti.

Il progetto "Off-balance. Danza contemporanea italiana" è realizzato in collaborazione con ATERDANZA


Damasco Corner è un progetto che coinvolge nuovi danzatori non vedenti nella ricerca artistica sul gesto poetico, la sua trasmissione, visione e creazione in contesti dedicati alla formazione e alla produzione artistica.
Il progetto Damasco Corner nasce dalle esperienze della Compagnia Virgilio Sieni e dell’Accademia sull’arte del gesto presso gli spazi di CANGO_Cantieri Goldonetta di Firenze, luogo ideato e diretto da Virgilio Sieni.
Il progetto si rivolge esclusivamente a ragazzi e ragazze non vedenti e ipovedenti, accogliendo la disabilità come punto di partenza per la sperimentazione di linguaggi coreografici inediti e come opportunità unica d’indagine sul gesto, in dialogo con lo spazio, il suono, l’altro.
Il progetto conferma il carattere innovativo e il valore della ricerca artistica condotta dallo stesso Sieni assumendo, nello specifico, l’aspetto di avvenimento pionieristico in Italia: Damasco Corner è infatti il primo progetto artistico che coinvolge ragazzi con deficit sensoriale entro un contesto di alta formazione, qual’è CANGO, luogo dedicato al corpo e alla ricerca dei linguaggi artistici del contemporaneo, cantiere aperto a verifiche, a ridefinizioni continue, in accordo agli stimoli provenienti dal mondo delle arti contemporanee e in sintonia con i mutamenti culturali e sociali in corso.
Grazie alla spinta propulsiva di Virgilio Sieni e della sua compagnia, al supporto dall’equipe di insegnanti, educatori, artisti e studiosi dell’Accademia sull’arte del gesto, il progetto Damasco Corner prende forma dalla fine del 2008. Obiettivo primo è avvicinare le persone non vedenti a una pratica artistica che conduce a una presa di consapevolezza profonda del corpo - inteso come soggetto e oggetto di conoscenza. Incontro, ascolto, scambio di esperienze sono le parole chiave di un primo ciclo di sperimentazione che ha coinvolto un nucleo ristretto di persone (un primo gruppo stabile di danzatori non vedenti) esplorando una metodologia di lavoro flessibile per cui competenze e peculiarità molto diverse si sono unite, alimentando una ricerca artistica con risvolti educativi espliciti e chiari echi sociali.
Lo sviluppo del progetto Damasco Corner, rispondendo al desiderio di immergersi in una condizione specifica dell’individuo e traslarla in un contesto artistico professionale, si intreccia inevitabilmente con i percorsi tracciati dall’Accademia sull’arte del gesto, con i propositi di CANGO e con il lavoro della Compagnia Virgilio Sieni, condividendo con queste realtà risorse artistiche, organizzative e logistiche in un legame imprescindibile con il territorio toscano e con la città di Firenze.
La Toscana è sede produttiva della Compagnia Virgilio Sieni ed è qui che nascono l’Accademia sull’arte del gesto e il progetto Damasco Corner. La Regione Toscana, con il suo patrocinio, ha permesso lo sviluppo di molti progetti, in particolar modo ha consentito all’Accademia sull’arte del gesto di assumere la fisionomia che oggi la caratterizza e che ne fa un’esperienza di eccellenza nel panorama nazionale e internazionale.

Dopo una solida formazione di carattere teatrale Marco D'Agostin studia danza moderna, contemporanea e composizione coreografica con Annadora Scalone, a Bologna, dal 2007 al 2010, presso l’Associazione Culturale Duende, grazie a tre borse di studio.
In questo periodo si perfeziona seguendo laboratori e workshop con Gionatan Surrienti (contact improvisation), Fabrizio Monteverde, Gaia Landoni, Roberto Fascilla, Claudia Castellucci.
Danza negli spettacoli dell’Associazione Espressione Danza di Bologna, diretti da Arturo Cannistrà, presso il Teatro Comunale di Bologna, e nei lavori di teatro danza diretti da Annadora Scalone presso il Teatro ITC di San Lazzaro (BO).
Nel 2009 il suo primo lavoro come danz’autore, Viola, viene selezionato per il Premio della Giovane Danza D’Autore della Regione Veneto, che vince nel giugno dell’anno successivo. Segue quindi le attività formative del progetto, studiando con, tra gli altri, Sharon Friedman, Silvia Gribaudi, Simona Bertozzi, Robert Clark, Yasmeen Godder.
Nell’estate 2010 segue il Corso di Formazione Professionale per Danzatori promosso da Operaestate Festival, studiando con Nigel Charnock, Yasmeen Godder, Emio Greco (Accademia Mobile), Sharon Friedman, André Gingras, Simona Bertozzi. Nel novembre dello stesso anno frequenta il workshop di videodanza diretto da Lucy Cash e Gitta Wigro, e collabora alla creazione di Close to me, cortometraggio selezionato per la finale del concorso Il coreografo elettronico di Napoli nel 2011. Per Sharon Friedman danza nell’evento site specific Tre, nella cornice della villa palladiana di Montorso Vicentino (VI).
Nell’agosto 2010 è coinvolto nel progetto CD16 - Choreographic Dialogues, gemellaggio coreografico tra otto coreografi italiani e otto studenti della prestigiosa scuola SNDO di Amsterdam, che li vede coinvolti in due settimane di ricerca presso il Palazzo Bonauguro di Bassano del Grappa (VI) ad agosto, e altre due nella sede olandese in dicembre, con esito finale presentato presso il Melkweg Theatre di Amsterdam.
Nel 2011 è tra gli undici coreografi del progetto di ricerca Choreoroam, network internazionale di centri legati alla danza che ospitano, in sei settimane, gli artisti coinvolti, supportando la loro attività di ricerca con workshop leaders, mentori, tutor, feedback (gli enti attualmente ospiti sono Operaestate Festival Veneto/CSC, The Place di Londra, Dansateliers di Rotterdam, Dansescenen Copenhagen, Paso a-2/Certamen Coreogràfico di Madrid, Dance Week Festival/Zagreb Dance Center).e
Nel 2009 entra a far parte di Mòra, Compagnia di Ballo della Socìetas Raffaello Sanzio, diretta da Claudia Castellucci, e danza nella prima produzione, Homo turbae, attualmente in circuitazione in Italia ed Europa.
Il suo primo lavoro come danz’autore, Viola, vince nel giugno 2010 sia il Premio del Pubblico che quello della Giuria nell’ambito del Premio per la Giovane Danza d’Autore (Gd’A) del Veneto, e inizia la propria circuitazione in Italia (grazie anche all’ingresso nella rete Anticorpi XL) e all’estero (è a Londra, Francoforte e Lubiana grazie all’ingresso nel network Aerowaves).
William Collins, vincitore del Most Talented Coreographer Award presso l’ITS Festival di Amsterdam, lo sceglie come danzatore per lo spettacolo An exclamation of surprise or incredulity.
Danza per Ullallà Teatro nello spettacolo di teatrodanza per bambini Storia di una sirenetta.
Collabora con l’artista visiva Laura Giovannardi e crea l’azione performativa Una stanza tutta per sé a partire da alcune opere in feltro. Il lavoro è presentato più volte nella prestigiosa cornice di Fabbrica, a Gambettola (FC).
Con Francesca Foscarini e Giorgia Nardin crea il progetto Spic & Span, selezionato per la finale del Premio Scenario 2011, che si terrà a luglio nell’ambito del Festival Internazionale di Sant’Arcangelo di Romagna.
Per Canova a passo di danza, evento promosso da OperaEstate Festival in concomitanza con il Museo Civico di Bassano del Grappa (VI), crea l’evento inedito CANOVA TRANSLATION.
Nel 2011 esce anche il lungometraggio I giorni della vendemmia, che vede Marco D’Agostin protagonista. Il film, dopo un lungo tour nei festival internazionali, vince prestigiosi riconoscimenti anche in Italia, tra i quali il Premio per la Miglior Interpretazione Maschile a Marco D’Agostin nell’ambito del Valdarno Fedic Cinema Festival.

Matteo Fantoni studia due anni alla Libera Accademia del Teatro di Arezzo, partecipa a vari seminari di teatro con Jhonny Melville, Bruce Myers, Thomas Rascher, Carlos Martinez, Hajo Schüler e di danza con Benno Vorham, Giorgio Rossi, Julien Hamilton, Raffaella Giordano, Carolyn Carlson.
Studia chitarra da autodidatta dal ’94 e violoncello dal ’99 prima al conservatorio L. Cherubini di Firenze poi con Michela Munari.
Dal 2000 lavora  come direttore tecnico e disegnatore luci con alcune tra le più importanti compagnie di danza contemporanea in Italia tra cui Giorgio Rossi e Raffaella Giordano (Ass. Sosta Palmizi - AR), Simone Sandroni (Deja donné), Arearea (Udine) e collabora con Lische (GE), Ambra Senatore (TO), Tardito-Rendina (TO) e altri coreografi in tour in Italia e all’estero (Inghilterra, Svizzera, Russia, Portogallo, Francia, Stati Uniti, Libano, Uruguay, Brasile).
Nel 2009 si diploma alla Scuola Teatro Dimitri, scuola universitaria professionale di teatro di movimento e gli viene conferito il “Premio dell’economia ticinese” dalla SUPSI (Scuole Universitarie Professionali della Svizzera Italiana) per il lavoro svolto durante i tre anni di formazione alla STD sulla dinamica e sulle relazioni del gruppo ed il relativo miglioramento della qualità di apprendimento e di lavoro dei singoli individui e del gruppo.
Attualmente lavora come autore, attore (teatro e teatro fisico) in alcune produzioni in Italia e Svizzera.