Teatro Ariosto
Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2020, dalle ore 16.00 alle ore 21.00

Curon / Graun

Storia di un villaggio affogato

versione installativa
di OHT | Office for a Human Theatre
musiche Arvo Pärt (Fratres, Cantus in memoriam Benjamin Britten)
regìa e allestimento Filippo Andreatta
luci William Trentini / Veronica Varesi Monti
video Armin Ferrari
suono Davide Tomat
responsabile allestimento Viviana Rella
coproduzione OHT, Fondazione Haydn, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia / Festival Aperto
 
Il tema dell'ambiguità uomo/natura è messo in scena attraverso la vicenda del paese altoatesino di Curon / Graun, completamente sommerso dalle acque; un paese affogato.
Nel 1950 la costruzione di una grande diga determinò la creazione del lago artificiale più grande dell’Alto Adige / Südtirol. A realizzare il bacino fu il consorzio Montecatini e, per la prima volta in Italia, venne usata la nitroglicerina per radere al suolo il centro abitato di Curon. Vane furono le proteste degli abitanti del luogo e il clima di tensione fra terroristi locali e il governo italiano.
OHT racconta la vicenda con un pezzo ipnotico ispirato all’opera del compositore estone Arvo Pärt e privandosi delle persone in scena. Unico protagonista è il campanile della chiesa del paese sommerso, mentre il suono della campana, evocato dai tintinnabuli di Pärt, fa emergere con veemenza le forze invisibili del paesaggio alpino. Un lavoro di radicale forza visiva e poetica che si propone di riavvicinare il teatro alla sua radice più profonda, quella di comunicare attraverso l’immobilità e il silenzio.