Teatro Cavallerizza
mercoledì 6 e giovedì 7 novembre 2019, ore 20.30

CCN2 - Centre chorégraphique National de Grenoble
Rachid Ouramdane

Tordre

ideazione e coreografia Rachid Ouramdane
con Annie Hanauer e Lora Juodkaite
luci Stéphane Graillot
scene Sylvain Giraudeau
produzione delegata CCN2 Centre chorégraphique national de Grenoble – Direzione Yoann Bourgeois e Rachid Ouramdane - coproduzione L’A. / Rachid Ouramdane, Bonlieu Scène nationale d’Annecy, la Bâtie – Festival de Genève - nell’ambito del progetto PACT beneficiario del FEDER  programma INTERREG IV A France-Suisse - con il sostegno di Musée de la Danse, Centre chorégraphique national de Rennes et de Bretagne - CCN 2 Centre chorégraphique national de Grenoble è finanziato da DRAC Auvergne Rhône-Alpes/ Ministère de la culture et de la communication, Ville de Grenoble, Départment de l’Isère, Région Auvergne Rhône-Alpes - e sostenuta da l’Insitut Français per le tournées internazionali - con il supporto di Région Auvergne Rhône-Alpes dans le cadre du Réseau des villes - in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto e Centro Teatrale di Brescia

Un dittico di ritratti intimi e pudici, in cui l’invisibile emerge sulla superficie del gesto.
C’è lo spettacolo e c’è il dietro le quinte.
Le luci dei riflettori e la penombra.
C’è il danzatore che esegue i movimenti e c’è chi li crea.
Tordre inizia in un’atmosfera maliziosa sulla musica di Funny Girl, il musical americano di William Wyler.
Due danzatrici si muovono energicamente sulla scena.
Insieme a loro, scorgiamo i modelli di corpi gloriosi simili a quelli fantasticati da Broadway.
Per meglio accartocciare, in seguito, il riferimento e immettersi in un’altra storia di corpi, più intima e fragile.
La storia di due interpreti che accompagnano da anni il lavoro di Rachid Ouramdane. La storia della danzatrice lituana Lora Juodkaite che, girando su se stessa sino ad avere le vertigini, ha sviluppato una pratica gestuale personale che l’accompagna e la conforta da quando è bambina. E la storia della danzatrice britannica Annie Hanauer, che si muove con una protesi al braccio che glielo prolunga e al tempo stesso lo rende vivo.
Con questo doppio ritratto Rachid Ouramdane esplora quel territorio fragile dove il movimento oscilla tra poetica e terapia, perfezionando la sua arte sottile di creazione, tra distanza incolmabile e prossimità.

con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati - Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea