Teatro Municipale Valli
Sabato 3 ottobre 2015, ore 20.30

Ballet du Nord | Olivier Dubois - CCN Roubaix Nord-Pas de Calais

Tragédie

coreografia Olivier Dubois
assistente Cyril Accorsi
musica François Caffenne
luci Patrick Riou
direttore tecnico François Michaudel
tecnico luci Emmanuel Gary
fonica Thomas Ricou
video Isabelle Delamare
produzione, amministrazione Béatrice Horn
produzione Ballet du Nord / Olivier Dubois - coproduzione Festival di Avignone, L’apostrophe scène nationale de Cergy-Pontoise et du Val d’Oise, CENTQUATRE Paris, La Rose des vents Scène nationale Lille Métropole Villeneuve d'Ascq, Mâcon Scène nationale, Ballets de Monte-Carlo/Monaco Dance Forum, Malandain Ballet Biarritz
Il Ballet du Nord / Olivier Dubois è sostenuto da Direzione generale affari culturali dell’Ile de France - Ministero della Cultura, Consiglio regionale Ile de France, Consiglio generale della Val d’Oise, la Communauté d’agglomeration di Saint- Quentin-en-Yvelines - Le Prisme, la SPEDIDAM.
Creato il 23 luglio 2012 per il Festival d'Avignon / Cloître des Carmes.
in collaborazione con ATER - Associazione Teatrale Emilia Romagna

Sperimentare un’umanità abbagliante, affascinante… assordante. Non distinguere i corpi che affiorano da queste masse in movimento, slanci arcaici. In Tragédie, Olivier Dubois ci porta in una «sensazione del mondo» piuttosto che in una coreografia. Il solo fatto di essere uomini non fa l’umanità, ecco la tragedia della nostra esistenza. Poiché l’umanità emerge dentro i corpi, dentro le pressioni telluriche nate dal passo di ciascuno, dal nostro impegno cosciente e volontario.
Messi a nudo per incarnare il corpo originale, nove donne e nove uomini ci presentano i loro corpi, un corpo sbarazzato da condizionamenti storici, sociologici, psicologici… creando infine un coro di un corpo/canto glorioso. Camminano, si rialzano, procedono prima con un movimento di incessanti andirivieni, poi battendo sul pavimento facendo del passo il gesto fondamentale della loro volontà.
Olivier Dubois firma una pièce chiara, ossessiva, ipnotica in cui nel movimento perpetuo, queste donne e questi uomini si fondono, spariscono; lo sfregamento tra i loro corpi crea un frastuono. Uno spazio si apre e lascia intravedere in questo tumulto tellurico la preziosa trascendenza di una comunità umana.

Vai allo spettacolo di domenica 4 ottobre