Archistorti



Violini I:
Caca Denis, Fornili Elisabetta,
Hedhili Safa,Melli Emanuela, Failla Martina,Saiglia Daniele, Zyber Eri.

Violini II:
Bernardo Andrea, Borelli Francesco, Giannetti Arianna, Manini Leonardo, Riccardi Luana, Torri Cristiano, Tassi Lorenzo.

Viole:
Gualtieri Benedetta, Le Rose Sara, Molinari Margherita, Matrone Roberta,
Nardella Francesco, Valentino Giacomo

Violoncelli:
Andrei Raffaele, Cavalli Riccardo, Davolio Camilla, Demcolli Daniela, Fiordelisi Filippo, Pilastri Veronica, Sanna Federico, Wiafe Magdalene

Contrabbassi:
Battistoni Beatrice, Sassi Giacomo.






Composta da 30 bambine e bambini di 11 anni di età, l’Or­chestra Giovanile Archistorti rappresenta il proseguimento del percorso iniziato nel 2012 nelle due scuole primarie a gestione diretta del Comune di Reggio Emilia: Don Milani e Marconi.
I due gruppi, uscendo dalle due primarie e trovandosi in diverse scuole secondarie della Città, si sono unite in un’uni­ca orchestra d’archi formata da 7 bambini e bambine prove­nienti dalla Marconi e 23 dalla Don Milani.
L’orchestra è seguita dall’insegnante Tatiana Caselli, da due insegnanti di supporto per le lezioni di fila - Samuele Riva per i violoncelli e Margherita Castellari per i contrabbas­si- e dall'educatrice Patrizia Pecchini.


Il metodo:
Tecnica Creativa per archi

La Tecnica creativa è un metodo didattico fondato su una peculiare considerazione di suono, segno e gesto: il suono, da elemento astratto e lontano da sé, diviene concreta immagine e personale che, unendosi ad una qualità, si definisce come sonorità; il segno (la nota sul pentagramma) da elemento ‘da razionalizzare’, diviene espressivo della qualità acquisita dal suono in una scrittu­ra figurativa; il gesto diviene tale: l’azione che manifesta il contenuto interiorizzato del suono di cui il movimento è il mezzo.
Come conseguenza di una visione superficiale, non è diffi­cile scambiare questa metodologia -che utilizza immagini e scrittura figurativa- per metodo degli effetti imitativi o per musica descrittiva. Ma, in verità, qui si tratta della potenza insita in un suono-immagine, non della riduzione a suono o a movimento dei contorni dell’immagine stessa; in altre parole, il metodo della Tecnica Creativa tratta del suono-co­lore e non del suono-disegno.
Non a caso, in questo tipo di disciplina -in fase iniziale- non si parla di dinamica in maniera tradizionale, che quasi sem­pre, oggi, si esplica in senso di decibel, ma di dinamica in senso proprio (dal greco dýnamis = «potenza»); essa perciò è già impressa nella qualità del suono-immagine.
La creatività che si evince dalla definizione stessa - Tecnica creativa - connota anche il procedimento (creativo appun­to) con cui si realizzano esercizi e performance; il materiale didattico viene rinnovato e variato ad ogni lezione fino a concludersi in una performance (generalmente accompa­gnata da uno strumento di corpo che propone un’armonia scelta e sostiene il ritmo) ispirata ad un ambito poetico prestabilito verso il quale tenderà l’atto interpretativo degli allievi.





 
Ultimo aggiornamento: 17/09/14