Reggio Emilia, 21 settembre - 26 novembre 2019

Aliæ Lunæ

Festival Aperto 2019 - XI edizione

 
“Scende la luna; e si scolora il mondo”. La bellissima immagine leopardiana (da Il tramonto della luna) è anche uno strano, dialettico pensiero a rovescio: con la luna (e non col sole) se ne vanno i colori del mondo.
La luna è l’astro che suggestiona l’umanità dacché questa guarda il cielo, accompagnando pensieri, figure, miti, riverberazioni, viaggi immaginari e reali – per non parlare dei lati nascosti. “Mille cose sai tu, mille discopri” dice ancora Leopardi alla luna, nel Canto notturno.
Nella luna stanno la distanza e il rovescio. Nella luna è la Diversità: la illumina, sottende e genera.
E se è inimmaginabile sapere cosa abbiano provato gli astronauti che 50 anni fa allunarono per la prima volta, allora andiamoci noi sulla luna. Montiamo l’Ippogrifo, recuperiamo il senno e osserviamo. Dirigendo lo sguardo verso il cosmo, oppure verso la terra, casa nostra. È una posizione speciale, contemporaneamente nella distanza dell’auto-osservazione e in un avamposto vòlto all’ignoto.
Le bio e socio-diversità che nel quotidiano sappiamo travagliate, compongono quella meravigliosa palla blu, molto più rara di un fiore nel deserto. È solo per quella mistura di sostanze, temperature e pensieri che siamo qui, sulla luna, alla ricerca di qualcosa che non sappiamo, di altri fiori.
Aperto 2019 si colloca in questa soglia metaforica fra interno ed esterno: tradizione e invenzione; memoria e ricerca; luce e ombra; casa e viaggio. Una soglia dove la diversità è come l’attrito: consente il movimento delle cose.
I progetti del festival non parlano della luna, ma ci sono sopra. E da quella prospettiva scrutano le cose. A volte guardando oltre: gli spazi, il buio e la luce, i bambini, le curvature, l’acqua, il futuro. A volte guardando indietro, e dentro, la memoria, il passato da cui ripartire.

Il programma del Festival è articolato nelle seguenti sezioni:

Teatro per la musica e per lo spazio
Raccoglie progetti in cui è fortemente accentuata l’interazione fra musica, arti performative e visive: la prima assoluta dell’opera mosaico Trilogy in Two di Andrea Liberovici, dedicata a Faust, Florence Nightingale e Venezia, coprodotta con il Teatro Nazionale di Genova; il dramma musicale circense Dall’alto di Riccardo Nova e Giacomo Costantini, ispirato a Beckett; il concerto multi-tecnologico con ensemble, coro e danzatrice Ùtera di Gabriele Marangoni; il concerto-installazione Giuseppe Chiari | La luce di Tempo Reale; così come il teatro-danza onirico dei belgi Peeping Tom.
Si rinnova inoltre la collaborazione con il Teatro Sociale di Gualtieri: il festival Aperto accoglierà lo spettacolo vincitore della VI edizione di Direction Under 30, progetto interamente dedicato alla scena teatrale nazionale under 30.

Jazz Rock Songs
Concerti di musiche desiderose di mescolarsi con altre musiche, visioni e letterature. Il Richiamo degli scomparsi, nuovo progetto teatrale di Massimo Zamboni che inaugura il festival; il concerto di Paolo Angeli che con la sua chitarra preparata reinventa i Radiohead calandoli in un paesaggio sonoro mediterraneo; l’energetica fusion electro-jazz di Marc Guiliana Beat Music; il jazz con radici ebraiche sefarditiche di Avishai Cohen Trio; il viaggio musicale e letterario fra Persia classica e Iran odierno di Kronos Quartet and Mahsa Vahdat; gli ambienti sonori sospesi di Ryuichi Sakamoto e Alva Noto nel nuovo live Two.

Sol#. Suoni nello spazio
Concerti di musica classica contemporanea in cui la scrittura dipana diversi modi di “esplorazione dello spazio”. Gaze through the Stars mette a reazione due autori, Karlheinz Stockhausen e Terry Riley, diversi in tutto eccetto che nel dischiudere grandi spazi fisici e metafisici; ancora a Stockhausen è dedicato il concerto K&K Elektro Gesängen, canti elettronici di flauto e onde radio; Songbook di Tovel/Matteo Franceschini (coprodotto con La Biennale Musica di Venezia) è un concerto sincretico fra scrittura elettro-acustica contemporanea e rock; Darker than Black, con Ictus Ensemble, si muove fra autori contemporanei e rinascimentali; Pensieri sonanti, con Mirco Ghirardini, Andrea Rebaudengo e Giovanni Mareggini è un omaggio ad Armando Gentilucci, fine poeta di spazi acustici e mentali; in Monumenti il Duo Métamorphoses accosta classici contemporanei e novità, fra ripetitività, fasce sonore e spettralismo; Beethoven riafferma la sua modernità a 250° della nascita nel progetto artistico e formativo di Jordi Savall.

Danzare la memoria e il futuro
Un insieme di proposte, tra innovazione e sostegno alla creazione emergente, di forte concezione multidisciplinare, in territori di riflessione sull’attualità; futuro e insieme memoria, dove universale e particolare si tengono. Emblematico in tal senso, il teatro-danza decostruito e ironico dei Peeping Tom che chiudono la trilogia della famiglia con Kind (Figlio), in prima italiana, sguardo su una possibile fenomenologia familiare.
La compagnia Rambert omaggia Merce Cunningham – 100 anni dalla nascita e a 10 dalla scomparsa – con una riedizione dei leggendari Events; anche Richard Siegal con il Ballet of Difference compie una riflessione ecopolitica ispirata a Cunningham con New Ocean, ispirata a Ocean di Cunningham-Cage.
La collaborazione biennale con Collezione Maramotti è affidata questa volta ad un nuovo progetto site-specific commissionato a Dimitris Papaioannou, coreografo greco dalla visione fortemente teatrale, con influenze legate al pensiero filosofico e alle arti visive. Greco è anche Christos Papadopoulos, che presenta in prima italiana l’ipnotico Ion, un libero movimento di nuvole e una danza primordiale. Tordre del coreografo francese Rachid Ouramdane è un duetto frutto della fusione di due assoli simultanei; mentre Sita Ostheimer, a lungo danzatrice e collaboratrice di Hofesh Shechter, presenta tre brevi creazioni del suo percorso di coreografa.
CollettivO CineticO, accompagnato produttivamente in modo continuativo nell'ultmo triennio, è presente con due progetti: Spin Off, nuovo lavoro firmato da Francesca Pennini, e Dialogo Secondo: Pentesilea Ultras, nuova creazione dell’artista ospite Enzo Cosimi ideata appositamente per il CollettivO.

Tra Danza, Circo contemporaneo e tecnologie
Si muove invece al confine fra danza e nuove tecnologie il lavoro del duo francese Adrien M & Claire B, che porterà al festival, in prima nazionale, la nuova creazione Acqua Alta, un mondo popolato di mostri, fantasmi ed entità polimorfe. Un’esperienza immersiva che si completa con un libro pop-up in “realtà aumentata”. Fra danza e circo contemporaneo – oltre al già citato Dall’altoSanta Madera della Compagnie MPTA, che ripropone la collaborazione avviata lo scorso anno con Dinamico Festival e Fondazione Nazionale della Danza.

ApertoKids
Grandi spettacoli accessibili a tutti. La sezione attraversa trasversalmente l’intera programmazione, con spettacoli adatti ad adulti e bambini, fra musica, circo, danza e teatro, anche con recite mattutine riservate alle scuole. Oltre ai citati Dall’alto, Acqua Alta e Santa Madera, è in programma la nuova produzione per bambini della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, La stella nascosta.

New Italian Dance
Evento straordinario del 2019 – inserito nel Festival – è la presentazione della 5a edizione di NID. New Italian Dance Platform, vetrina biennale della danza italiana, a Reggio Emilia nei teatri della Fondazione I Teatri e in altri spazi cittadini. Partner insieme ad ATER Circuito Multidisciplinare e Fondazione Nazionale della Danza.