Teatro Cavallerizza
Martedì 25 ottobre 2016 ore 20.30
Mercoledì 26 ottobre 2016 ore 20.30
Lunedì 24 ottobre 2016 ore 20.30 anteprima per le scuole

Cristiana Morganti

A fury tale - prima assoluta

idea e regia Cristiana Morganti
coreografia Cristiana Morganti
in collaborazione con Breanna O’Mara, Anna Wehsarg, Anna Fingerhuth
 
interpreti Breanna O’Mara, Anna Fingerhuth
 
collaborazione artistica Kenji Takagi
disegno luci Jacopo Pantani
video Connie Prantera
editing musiche Bernd Kirchhoefer
assistente Sabine Rivière
 
direzione tecnica  Jacopo Pantani
tecnico suono/video Simone Mancini
produzione esecutiva Lisa Cantini (il Funaro – Pistoia)
ufficio stampa Elisa Sirianni (il Funaro - Pistoia)
distribuzione per l’Italia Roberta Righi
promozione internazionale Aldo Grompone
 
 
produzione il Funaro - Pistoia e Cristiana Morganti
in coproduzione con Festival Aperto / Fondazione I Teatri - Reggio Emilia
in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza per Civitanova Casa della Danza
con il sostegno della Città di Wuppertal e Jackstädt Stiftung - Wuppertal (DE)

 
Le libere associazioni mentali sulla “rabbia”, emozione esplosiva e tema di partenza per la creazione di questo spettacolo, conducono immediatamente al concetto di confronto/scontro, scintilla di ogni accesso di collera. La rabbia può essere forza vitale che si trasforma in energia creativa, ma anche strumento di distruzione. Si associa comunemente al colore rosso che è simbolo di passione, sessualità e, nella sua accezione degenerativa, di furore. E su una scena completamente bianca ci sono proprio due donne dai capelli rossi, alte, pallide, simili ma diverse.
Breanna O’Mara e Anna Fingerhuth agiscono, danzano, si scontrano e si raccontano al ritmo di sonorità che vanno dal rock punk fino a Bach, creando un universo onirico e misterioso dove a volte sembra di essere nel mondo delle fiabe e a volte ci si trova senza preavviso testimoni di scorci di vita delle due danzatrici e della coreografa.
«L’ inattesa deviazione del senso è per me parte fondante del gioco teatrale. Confondere realtà e finzione, in maniera ironica, a volte poetica, investigare il dentro e il fuori di uno “spettacolo”, sono elementi costanti della mia ricerca: un tentativo di mettersi in gioco per preservare attimi di verità.» (C.M.)