Reggioemiliadanza
anza
erformance
 
Teatro Cavallerizza

Compagnia Virgilio Sieni

Esercizi di primavera - prima assoluta

coreografia Virgilio Sieni
interpretazione e collaborazione Giulia Mureddu, Sara Sguotti, Jari Boldrini, Nicola Cisternino, Paul Pui Wo Lee, Davide Valrosso
musica eseguita dal vivo da Naomi Berrill (violoncello)
disegno luci Fabio Sajiz
costumi Giulia Bonaldi
produzione 2013 I Teatri di Reggio Emilia, Thèâtre de Liege (Belgio), Compagnia Virgilio Sieni
la Compagnia è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Comune di Firenze


[…]
Può un uomo, quando la sua vita non è che pena
Guardare il cielo e dire: così
Anch’io voglio essere. Sì. Fino a che l’amicizia
L’amicizia schietta ancora dura nel cuore
Non fa male l’uomo a misurarsi
Con la divinità. Dio è sconosciuto?
È egli manifesto e aperto come il cielo? Questo
Piuttosto io credo. Questa è la misura dell’uomo.
Pieno di merito, ma poeticamente, abita
L’uomo su questa terra. Ma l’ombra
Della notte con le stelle non è,
Se così posso osar parlare, più pura
Dell’uomo, che si chiama immagine della divinità.
 
C’è sulla terra una misura? N
o.
Non ce n’è alcuna
 
da Martin Heidegger, Saggi e discorsi
Poeticamente abita l’uomo - Friedrich Hölderlin
 
 
Una piccola comunità di danzatori esplora l’infinito del gesto in un grumo di luce e in uno spazio che si forma al movimento. Regole di vita mendicante che danno luogo ad un paesaggio sulla vicinanza e sulla densità del vuoto. Esercizi per modellarsi al tempo del vento, della pioggia, del sole. Un prender misura dello sconosciuto che la danza  annuncia  in ogni istante, raccogliendo i gesti in ballate, abitati da figure prese al volo. Danze in cerchio  che  si succedono articolando il tempo attraverso un ciclo  di esercizi di preparazione al cambiamento, se così si può dire, alla stagione nuova.
 
Il luogo potrebbe essere l’apertura in un bosco, una radura che si lascia penetrare dalla luce. Slargo nel fitto del bosco, spazio che emerge dal movimento stesso dei danzatori; “boscaioli” che  si eclissano nella penombra della scena, nei  margini stabiliti di volta in volta. Il lavoro richiede solo corpi, pochissima luce che sarà come pressata dal movimento stesso dei danzatori, tra notturno, alba, crepuscolo. Questa piccola comunità si rivolge alla storia trattenendosi con le unghie al presente per non essere spazzata via.
 
Esercizi di primavera si ispira alla conferenza tenuta il 6 ottobre 1951 alla Buhlerhohe  da Martin Heidegger Poeticamente abita l’uomo, riflessione su una poesia tarda di Holderlin. Lo spettacolo sospende lo sguardo verso quelle comunità scomparse, fatte sparire, schiacciate, ed è a loro che è dedicato.
V.S.