Teatro Cavallerizza

Gruppo Nanou

Sport - On Air

ore 19:00
Sport (15')
di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci - con Rhuena Bracci sound design Roberto Rettura - scene in collaborazione con Città di Ebla
cura Elisa Paluan - foto Laura Arlotti - un ringraziamento particolare a Fabio Sajiz produzione L’Officina-atelier marseillais de production (Marsiglia, Francia) - coproduzione L’animal a l’esquena e Crap’s (Spagna), Indisciplinarte (Italia), El Teatro (Tunisia), Haraka (Egitto) - Miniatures Officinae received the support of the European Commission within the Program Culture “Cooperation with the Third countries” - con il contributo di MIBAC, Founds Roberto Cimetta, Regione Emilia-Romagna Assessorato alla Cultura - con il sostegno di Città di Ebla, PimOff

ore 19:30
On Air (45') progetto Dancing Hall
di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci, Marco Maretti
con Marco Valerio Amico, Rhuene Bracci, Marco Maretti, Stefano Questorio
suono Roberto Rettura
 light design Giovanni Marocco
 cura Chiara Pirri
prodotto da e / nanou ass.cult. - coprodotto da Fondazione I Teatri - con il sostegno di Dansystem - The Puglia Dance Network, Po Fesr Puglia 2007-2013 Asse IV azione 4.3.2 e 4.1.2, affidato dalla Regione Puglia al Teatro Pubblico Pugliese - e con il sostegno di Cantieri - finanziato nell’ambito dell’accordo tra Regione Emilia-Romagna e Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della gioventù - con il contributo di MIBAC e Regione Emilia-Romagna - Assessorato alla Cultura
prima italiana

Off-Balance. Danza contemporanea italiana #2 è realizzato in collaborazione con Aterdanza.

Sport. Esporre un corpo nella sua fragilità e diametralmente opposta forza. Il momento di sospensione. Ricerca del punto di contatto, frattura, interferenza fra atto tecnico e la sua fragilità di pensiero. Il momento di tutte le possibilità di cambiamento, di tutte le potenziali direzioni. L’attimo che non si può fermare fisicamente ma in cui più si apre il respiro dell’atleta.
Vacillare.
Portar dentro il pensiero tecnico che si manifesta in azione nello spazio. La cosa importante non è il risultato, l’azione nello spazio. Ma la concentrazione che la precede, perché contiene tutte le possibilità del pensiero, anche quella del ricordo.
Concentrazione che espande il corpo e chiama lo spettatore, l’altro, a entrare nella soggettiva del performer. Il corpo in volo. Cercare di carpire ciò che l’occhio fatica a visualizzare, a mettere a fuoco, a rapire nella velocità. Cogliere il pensiero dell’atleta prima della vertigine per capirne il silenzio.
Tentativo di demolizione del disegno per afferrare la necessità e la resa dell’atleta. La drammaturgia svela l’intimità dello sportivo nella sua solitudine durante i preparativi all’esecuzione dell’elemento ginnico aprendo spazi circoscritti in cui si ritrovano gli elementi di azione e di semiotica del campo da gara.
Sonorizzare una soggettiva, che non sia quella privata dell’atleta ma una nuova, che ha sicuramente a che vedere con quella solitudine, ma che accoglie anche la visione, individuale e collettiva allo stesso tempo, degli spettatori.
Un alternarsi di respiri, affanni e poi applausi, incitazioni, forniscono a chi ascolta e a chi prende visione di Sport, un altrove. Perché questo Sport non è la messa in scena della competizione.
E ancora: una dedica, a mio padre. Cosa si diviene grazie agli affetti. (M. V. A.)

On Air. Una partitura coreografica si costruisce a partire dai balli da sala scomposti in segni che, nella ri-composizione coreografica totale, danno vita ad un nuovo universo.
La gratuità del gesto che si offre allo sguardo. Un atto preciso, esatto, necessario.
Della sala da ballo (Dancing Hall) resta la leggerezza del gesto. Qui e ora un paesaggio del corpo si crea, in contrappunto con l'azione del suono e della luce.
Dancing Hall è un progetto modulare che si svolge attraverso più tappe caratterizzate ognuna da una diversa declinazione dell’azione coreografica, quindi da un debutto e da un titolo, di cui Just One Night! è stato il primo movimento.

Gruppo Nanou nasce a Ravenna nel 2004 come spazio di confronto e valorizzazione delle competenze, degli interessi di indagine e delle attività di un gruppo di artisti: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura. Il gruppo affronta, attraverso la condivisione delle proprie peculiarità, una pratica di lavoro basata sulla “relazione scenica” dei linguaggi, facendo riferimento al montaggio cinematografico come pratica di sintesi per una miscellanea di strumenti usati al di fuori da gerarchie.